Portobello
di Marco Bellocchio
Per la serie “Povera Patria”, un assaggio di due puntate del Portobello di Marco Bellocchio. Nella prima viene introdotto il personaggio di Enzo Tortora, presentatore di successo, forse troppo successo con la trasmissione Portobello che partì in bianco e nero e trionfò a colori trascinando più spettatori di quanti elettori avrebbe un partito oggi: 28 milioni. E tutto questo nel 1982, forse suscitando molte invidie e soprattutto mettendo in moto un meccanismo luciferino: il camorrista Giovanni Pandico, segretario tirapiedi del boss Raffaele Cutolo e uomo dalla psiche distorta (crede alla telepatia che passa attraverso le trasmissioni tv) vive il successo di Tortora come un affronto alla sua miseria e alle sue disgrazie. Manda a nome di un altro detenuto dei centrini di pizzo e attende un ringraziamento. Il ringraziamento non arriva, ma in seguito, saputo che i centrini erano andati perduti Tortora chiede alla RAI di risarcire il detenuto. Quando si scatena la guerra tra la Camorra di Cutolo e quella delle nuove famiglie e il mondo di Pandico va all’aria, il segretario pazzo del boss assume il ruolo di dissociato (non pentito, perché sarebbe tradimento), spiffera tutto quello che sa su Cutolo alla Procura e si prende la sua vendetta privata contro Tortora. Esisteva tra gli appunti di Cutolo un camorrista di nome Tortora. Pandico collega la questione dei centrini a quel nome e interrogato conferma che è proprio quel Tortora della tv, che i centrini sono il codice per indicare partite di cocaina e che il risarcimento sarebbe l’equivalente di un’operazione di copertura da film di spionaggio. E la Procura gli crede. Il 17 giugno 1983 Enzo Tortora viene arrestato dai carabinieri e portato in manette a Regina Coeli senza spiegazioni ufficiali. I giornali però avevano già la notizia in cottura. Da chi? Nella seconda puntata Enzo Tortora in cella comincia a chiedersi se è un errore giudiziario o l’evoluzione di una miscela di invidia, odio e populismo becero che esplode dopo una lunga gestazione sotterranea. Il malessere italiano ha trasformato in capro espiatorio l’unico personaggio famoso che non appartiene ai blocchi di destra o di sinistra (Tortora votava Partito Liberale Italiano). E quindi non è difeso da nessuno. Bellocchio più invecchia anagraficamente più ringiovanisce. Fabrizio Gifuni è Tortora e Lino Musella il dissociato Pandico.







































