Material Love
di Celine Song
con Pedro Pascal, Chris Evans, Dakota Johnson, Marin Ireland, Sawyer Spielberg
La ragazza di 50 sfumature di grigio è divisa tra il generale del Gladiatore 2 e Capitan America. Ovvero, Dakota Johnson, procacciatrice per un’agenzia che cerca uomini “giusti” per donne spaventate dalla solitudine, si ritrova divisa tra Pedro Pascal, finanziere (ricco bello aitante: in codice da agenzia sarebbe un “unicorno”, cioè l’uomo ideale…) e Chris Evans, ex fidanzato, attore depresso dall’insuccesso, povero e lagnoso. E così la procacciatrice che dovrebbe perseguire l’amore materiale, il massimo del capitalismo, si trova innamorata -forse di tutti e due- e confusa. La confusione è alimentata dallo stile di regia: pensi a una commedia e invece è un melodramma surgelato (nel mezzo entra la storia di una cliente che invece dell’uomo ideale ha incontrato un violentatore e una strana rivelazione sulla statura dell’uomo ideale): la sudcoreana Celine Song rende il suo melodramma ancora più surgelato del triangolo “donna-uomo del passato-uomo del presente” che aveva già complicato nel precedente Past Lives. Per la distanza (anche fisica a volte) tra gli attori e le macchine da presa e per le pause siderali nei dialoghi, il recensore ha spesso perso la pazienza, ma le reazioni del pubblico femminile l’hanno fatto fanno dubitare del suo giudizio. Mistero.







































