Ieri, sabato 6 settembre, è venuto a mancare presso l’Ospedale di Legnago, dove era ricoverato, il compositore, cantautore e scrittore Oliviero Malaspina. Aveva 63 anni e, nel corso di una carriera impreziosita da numerosi riconoscimenti, aveva collaborato con Raphael Gualazzi, ma sarà ricordato soprattutto per essere stato l’ultimo collaboratore del grande Fabrizio De André.
Nell’ultimo periodo di vita di Faber – come racconta Riccardo Bertoncelli nel suo saggio Belìn, sai sicuro? – stavano lavorando a diversi progetti insieme: avevano iniziato ad abbozzare le canzoni che sarebbero dovute diventare un album che aveva come titolo di lavoro I notturni (poi diventato il nome di una cover band); inoltre avevano intenzione di scrivere Il dizionario dell’ingiuria (da un’idea di Fabrizio). Niente di tutto ciò vide mai la luce. Ma negli anni a venire Oliviero avrebbe scritto diverse canzoni con Cristiano, il figlio di Faber, queste sì finite su disco: peraltro Cristiano in varie interviste ha lodato la capacità di scrittura di Malaspina. Dopo aver saputo della sua morte, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook questo post: «Ho appreso da poco la bruttissima notizia… È venuto a mancare Oliviero Malaspina, un caro amico, un grandissimo autore, cantautore e collaboratore in vari dischi miei. Un poeta. Come non ce ne sono più. Sono esterrefatto e addolorato da questa orrenda notizia. Ricordo con affetto tutti gli anni e le notti passate insieme a scrivere e i tanti momenti dove mi sei stato di vero conforto e supporto, come solo un caro amico può fare. Mi stringo con un abbraccio alla famiglia. Che la terra ti sia lieve Oli e che il tuo viaggio possa essere meraviglioso».
Nel corso della sua carriera, Oliviero Malaspina ha ottenuto per ben tre volte il Premio Musicultura (1990, 1991, 1993); oltre al Premio Lunezia (2001, con Cristiano De André). A Los Angeles fu premiato dalla MGM come Migliore songwriter italiano (2005); poi ha ricevuto il Premio UNESCO per musica e poesia Messaggero di Pace. Ultimo riconoscimento, in ordine di tempo, il prestigioso Premio Civilia-Cultura, Parole e Musica-alla canzone d’Autore, che gli è stato assegnato lo scorso maggio.
La sua produzione si divide in progetti discografici (Caravaggio, 1995; Hai! Hai! Hai!, 1996; Benvenuti mostri!, 2002; Marinai di terra, 2005; Malaspina, 2014) e opere letterarie. In poesia: per Edizioni Guardamagna Il ballo della fanciulla in fiamme (1986) e Vivere davanti alla luna fredda (1994); e in prosa: I racconti del pesce che piange e che ride, Edizioni Saecula, 2009 e La prossima volta saremo felici, Galata, 2017, Drammaturgia degli Invissuti– scritto con Giuseppe Cristaldi- (Fallone Editore, 2019). Nel 2006 il CNR pubblica Notti di Genova nella compilation Porta dei canti (contenente anche brani di Fossati e Fabrizio De André).
Oliviero Malaspina era impegnato nella realizzazione del nuovo album in studio, che sarebbe dovuto uscire con l’etichetta La Stanza Nascosta Records, con la produzione artistica di Salvatore Papotto.
Oliviero è stato un poeta, nel senso più alto del termine. Vogliamo ricordarlo con queste parole (tratte da un’intervista inedita):
Alla poesia è essenziale la dissennatezza. La poesia deve disturbare non gratificare il lettore o il potere.
Deve suonare e instillare dubbi.
Altrimenti scriviamo per i baci perugina. Scriviamo cartoline. È una questione Iconografica, non fotografica.







































