Sotto le nuvole

Ritratto di Napoli vista dal Vesuvio...

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Sotto le nuvole
di Gianfranco Rosi

“Il Vesuvio fabbrica tutte le nuvole del mondo”. Lo scrisse Cocteau nel 1917 esaltando Napoli, “Montmartre araba”.   Sotto le nuvole quindi potrebbe stare per “Sotto il vulcano”, e sotto il vulcano c’è Napoli. Rosi, come già in Sacro Gra sul Grande Raccordo Anulare di Roma, mostra e racconta. Documenta e inventa. Napoli sotto il Vesuvio è una macedonia di temi e racconti ritornanti in un bianco e nero sontuoso. C’è il centralino dei vigili del fuoco in cui si accalca chi ha sentito la terra tremare, teme le eruzioni ma vuole anche sapere l’ora esatta, ci sono gli incendi, i terremoti,  l’arte rubata alla terra: i cunicoli scavati in tutto il territorio dai tombaroli che hanno depredato quanto il Vesuvio aveva sigillato con l’eruzione del 79 Avanti Cristo, ci sono i reperti nei musei che gli specialisti interrogano alla luce delle torce elettriche, che rivelano le finezze delle sculture meglio della luce diffusa, ci sono i giapponesi che lavorano sui territori archeologici, i calchi di Pompei, arriva perfino la citazione di come si ottiene un calco che angoscia la coppia in crisi Ingrid Bergman/George Sanders nel film Viaggio in Italia di Rossellini, scopriamo le ville romane subacquee e il problema dei siriani che lavorano sulle navi che portano a Napoli il grano dall’Ucraina, il ribollire dei campi flegrei, le strade ferrate che salgono al vulcano, gli ex voto… A Venezia 82Sotto le nuvole ha vinto il premio speciale della giuria e nelle valutazioni dei giornali stranieri (nostrani no) aveva sempre un gran numero di stellette.  Potrebbe riservare una sorpresa agli Oscar?

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