Tra i musicisti emergenti, ce n’è uno che va tenuto d’occhio in modo particolare. Si chiama Donato Santoianni, in arte solo Santoianni, ed alle spalle ha già un’esperienza decennale e importanti riconoscimenti da parte della critica: lo scorso anno, per esempio, ha vinto sia il Premio Bindi, sia il Premio Fabrizio De André.
Pochi giorni fa il suo viaggio è ripartito proprio da lì: è stato uno degli ospiti della finale della 24esima edizione del Premio De André (foto in apertura), dove ha riproposto Questa canzone non vale niente (brano grazie al quale vinse un anno fa) e 11.09 (disponibile su tutte le piattaforme a partire da venerdì), traccia realizzata con il contributo di Nuovoimaie che anticipa un album che sarà pubblicato a inizio 2026.
Santoianni è un autore davvero bravo, capace di rivestire con melodie molto coinvolgenti temi importanti. 11.09 racconta di un attentatore che, nell’istante precedente a un gesto irreversibile, si domanda se stia facendo la scelta corretta.
“Ma poco prima di schiacciare con il dito
Lui pensa tanto andrò a finire in paradiso
Magari incontro qualche vecchio amico
Per quanto mi ricorderò il profilo del tuo viso”
Un espediente narrativo drammatico che diventa metafora della fragilità umana e di quei momenti sospesi in cui la mente e il cuore viaggiano a velocità diverse.
Al centro un’immagine potente: il risultato è una canzone che mette a fuoco la linea sottile tra giusto e sbagliato, dove l’unica certezza che rimane è l’amore. 11.09 non cerca facili soluzioni né scorciatoie emotive, ma scava in profondità, toccando temi scomodi con uno sguardo poetico e cinematografico.

Dice Santoianni: «Con le mie canzoni cerco sempre di andare a fondo nei sentimenti, di mettermi nei panni degli altri, anche quando è scomodo. 11.09 è una canzone d’amore scritta da un punto di vista estremo. L’obiettivo era provare ad andare oltre la classica visione del sentimento amoroso, oltre il nostro solito punto di vista. È stato un viaggio doloroso ma anche profondo, che mi ha permesso di immedesimarmi davvero. Mi sono emozionato, arrabbiato, stupito. Per la prima volta, il processo creativo è diventato qualcosa di molto simile al lavoro di un attore».
Il brano è stato prodotto da Ale Bavo, uno che ha già lavorato con personaggi del calibro di Mina (ha suonato le tastiere nel suo album Caramella), Subsonica, Samuel, Levante, Cristina Donà, Linea 77, Punkreas e tanti altri. Insomma, è uno che il mestiere lo conosce bene. E i pezzi di Santoianni (oltre al nuovo singolo, abbiamo già ascoltato in anteprima l’intero album) li ha avvolti con arrangiamenti essenziali, dove il minimalismo sonoro lascia spazio alla forza delle parole.
Questo singolo è solo un antipasto. Per dirla con le parole del mitico Piero Ciampi, è uno che “ha tutte le carte in regola”. L’unico ostacolo alla sua affermazione potrebbe essere la grande confusione che da qualche anno a questa parte offusca il nostro panorama musicale, rendendo sempre più tortuosa e irta di ostacoli la strada che porta al successo di chi lo meriterebbe, troppo spesso premiando gente senza qualità. Ma Santoianni è uno tosto, magari ce la fa.






































