La famiglia Leroy
di Florent Bernard
con Charlotte Gainsbourg, José Garcia, Lily Aubry, Hadrien Heaulmé, Louisa Baruk
Sandrine (Gainsbourg) e Christophe (Garcia) hanno una casetta in provincia, due lavori, un figlio che sta per andare all’università e una figlia che porta l’apparecchio per i denti. E sono stanchi, distratti e disamorati. Sandrine sta per lasciare il marito e vorrebbe la comprensione dei figli. Christophe casca dalle nuvole e cerca un rimedio in extremis: la famiglia Leroy (I Leroy come dicono loro) per incollare i pezzi farà un viaggio nei luoghi topici dell’amore tra Sandrine e Christophe portandosi dietro i figli seccati (il maschio ha un problema con la fidanzatatina e la femmina un problema con l’autostima). L’idea è carina, perché quello che dovrebbe essere un percorso sentimentale si rivela un giro dell’oca di luoghi normali, un po’ mesti, ormai irriconoscibili: anzi, rievocano gaffe e rancori: Sandrine è rassegnata all’opacità della loro storia e Christophe è un vero genio delle brutte figure e dei tempi sbagliati. È un film comico? No. È un film sentimentale? No. È molto francese, mettiamola così, un po’ grigio e buffo nella sua “medietà”: sembra il triplo estratto concentrato della commedia contemporanea alla francese però così misurato da sembrare anche un po’ annacquato. Con un’eccezione nel finale.







































