La nouvelle vague iraniana in otto film

Dal 2 al 17 ottobre 2025 alla Cineteca Milano Arlecchino la rassegna dedicata ad una delle cinematografie più interessanti a livello mondiale

0
Il palloncino bianco

Un cinema che racconta la società iraniana, il costume e le trasformazioni sfidando spesso la censura

La rassegna della Cineteca Milano ci offre uno spaccato di una delle cinematografie emergenti nel panorama internazionale grazie ad autori di alto livello espressivo in grado di raccontarci un modo poco conosciuto agli spettatori europei. I loro nomi sono Mohsen Makhmalbaf, Abbas Kiarostami e Jafar Panahi.

Mohsen Makhmalbaf, regista, sceneggiatore e montatore, è nato a Teheran nel 1957.  Ha esordito come regista nel 1982 con il film Pentimento definitivo, seguito da Rifugiarsi in Dio (1984), Due occhi senza luce (1984) e Il boicottaggio (1985). Il regista si è fatto conoscere a livello internazionale con L’ambulante (1987) e Il ciclista (1989), opere che ci mostrano un cinema moderno ma anche immerso a tratti nella tradizione del suo Paese. Altri suoi film famosi sono Salam cinema (1995), Gabbeh (1995), Pane e fiore (1996), Il silenzio (1998).

Abbas Kiarostami, regista e sceneggiatore, è nato a Teheran nel 1940 ed è morto a Parigi nel 2016. Tra i più importanti cineasti contemporanei, ha esordito negli anni Settanta, diventando noto in Europa dal 1987 con il film Dov’è la casa del mio amico?. Il cinema di Kiarostami rigoroso e dallo stile molto personale, è incentrato su personaggi semplici che rappresentano la realtà quotidiana dell’Iran contemporaneo. Nel 1969 il regista fonda la sezione per il cinema dell’Istituto per lo sviluppo intellettuale di bambini e adolescenti, che ben presto diventa un centro di studio e di ricerca per la nuova cinematografia iraniana. Il suo film d’esordio è Il viaggiatore (1974), seguito da Il rapporto (1977). Nel 1987 la critica internazionale apprezza al Festival di Locarno il suo film Dov’è la casa del mio amico? Il suo stile semidocumentaristico e la sua capacità di raccontare la vita per immagini tra reale e fantastico, ne fanno un cineasta di alto livello. Tra le sue opere più significative Compiti a casa (1989), E la vita continua (1990), Sotto gli ulivi (1994), Il sapore della ciliegia (1997), Palma d’oro a Cannes e Il vento ci porterà via (1999), Gran premio speciale della giuria al Festival di Venezia. Nel 2001 gira ABCAfrica sulla piaga dell’Aids e nel 2002 Ten, una pellicola innovativa. Del 2005 è Ticket e del 2010 Copia conforme, seguito nel 2012 da Like someone in love presentato ancora a Cannes.

Jafar Panahi, nato a Mianeh nel 1960, è autore di corto e mediometraggi per la televisione iraniana ed assistente del regista Abbas Kiarostami. Considerato uno degli autori cinematografici di talento, ha realizzato film che ci parlano dell’infanzia e dell’adolescenza entrando spesso in contrasto con le autorità iraniane. Nel marzo 2010 Panahi è stato arrestato suscitando una dura condanna della comunità internazionale. Le pellicole più note sono Il palloncino bianco (1995), Camèra d’or a Cannes, Lo specchio (1997), Pardo d’oro al Festival di Locarno, Il cerchio (2000), Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia, Oro rosso (2003) e Offside (2006), Orso d‘argento al Festival di Berlino. Nel 2011 firma This is not a film, la denuncia della sua condizione di perseguitato politico condannato nel dicembre 2010 a sei anni di carcere e a venti anni di divieto di esercitare la professione e viaggiare all’estero. Nel 2013 gira in semiclandestinità Parde, film presentato in concorso al Festival di Berlino sotto il titolo Closed curtain, vincitore dell’Orso d’argento. Nel 2015 tocca a Taxi e nel 2018 a Three faces, premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes. Ancora del 2022 è Gli orsi non esistono che vince il Gran premio della giuria alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia, mentre Panahi è imprigionato per aver protestato contro la detenzione del regista dissidente M. Rasoulof. Nel 2025 per la pellicola A simple accident vince la Palma d’oro al Festival di Cannes 2025.

I film in programma sono: Il vento ci porterà via di Abbas Kiarostami (giovedì 2 ottobre, ore 19.00); Il sapore della ciliegia di Abbas Kiarostami (venerdì 3 ottobre, ore 11.00 e sabato 18 ottobre, ore 15.00); Sotto gli ulivi di Abbas Kiarostami (sabato 4 ottobre, ore 15.00); Il cerchio di Jafar Panahi (domenica 5 ottobre, ore 13.00); Dov’è la casa del mio amico? di Abbas Kiarostami (martedì 7 ottobre, ore 16.00); Il palloncino bianco di Jafar Panahi (giovedì 9 ottobre, ore 17.00 e venerdì 17 ottobre, ore 17.00); Viaggio a Kandahar di Mohsen Makhmalbaf (venerdì 10 ottobre, ore 11.00); Pane e fiore di Mohsen Makhmalbaf (mercoledì 15 ottobre, ore 15.00).

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome