Ci sono concerti che restano nella memoria non solo per la musica, ma per l’energia che sanno sprigionare, per il legame che si crea tra palco e platea, per la sensazione di partecipare a qualcosa di collettivo, quasi rituale. È quello che è accaduto ieri sera, 1° ottobre, al Forum di Assago, dove Fabri Fibra ha portato uno show che è stato molto più di un semplice concerto: un viaggio attraverso vent’anni di carriera, un racconto generazionale in musica, un atto d’amore verso il rap e verso quel pubblico che lo segue da sempre.
La cornice era quella delle grandi occasioni: forum pieno, pubblico trasversale per età e background, e un artista che, a 47 anni, non mostra alcuna intenzione di rallentare. Fibra si conferma non solo un veterano del rap italiano, ma anche un performer capace di reinventarsi, di adattare i propri brani a un live che alterna intensità, ironia e ancora energia.
Un inizio che mette subito in chiaro le cose
Il concerto si è aperto con un’intro potente: Avvelenata e La fine del mondo – Mille volte. Non una scelta casuale, ma un manifesto: Fibra entra in scena senza mezzi termini, mostrando fin da subito la sua doppia anima, quella più aspra e corrosiva e quella più introspettiva. Il pubblico, già carico, esplode ai primi beat, e da lì in poi è un crescendo.
La prima parte della scaletta è un tuffo nel presente, con i pezzi che hanno segnato l’ultimo periodo artistico dell’artista. Tutti pazzi dà il via ufficiale allo show, e già si percepisce la voglia di trasformare il Forum in un’unica, gigantesca pista da ballo. Subito dopo arriva Salsa, con Gaia ospite sul palco: l’alchimia tra i due funziona alla perfezione, e il brano diventa un inno festoso, leggero, ma con quell’ironia fibriana che resta in testa.
Un altro momento arriva con Stupidi, supportato sul palco da Papa V e Nerissima Serpe: un brano che dal vivo acquista un impatto devastante, vibra nello stomaco e il pubblico che urla ogni parola. Sbang prosegue su questa scia, preparando il terreno a uno dei momenti più attesi della serata.
Uno dei picchi dello show arriva con In Italia 2024, rivisitazione del celebre brano di Fibra, che vede la partecipazione di Emma. Il contrasto tra la voce potente e graffiata della cantante salentina e le barre del rapper marchigiano crea un connubio sorprendente, che porta il pezzo a una nuova dimensione. È una canzone che oggi, a distanza di anni dall’originale, suona ancora più attuale, quasi profetica, e che dal vivo acquista un significato sociale ancora più forte.
Fenomeno e l’arte della satira
La scaletta prosegue con Fenomeno, un brano che non ha bisogno di presentazioni. Dal vivo diventa una sorta di manifesto della poetica di Fibra: ironico, dissacrante, ma anche capace di raccontare con poche frasi un intero spaccato sociale. Tra i versi più emblematici, spicca quel «Qui nessuno diventa autonomo / senza fare un po’ il fenomeno», che risuona come una fotografia impietosa della società contemporanea.
Il parterre salta e canta in coro, ma dietro al divertimento resta l’amarezza di un pezzo che mette a nudo le contraddizioni dell’industria musicale e della società dello spettacolo.
Il Forum diventa Pamplona. Non serve nemmeno l’introduzione: le prime parole sono sufficienti a far partire un coro fragoroso. Poi arriva Tommaso Paradiso con un gin tonic in mano. È un pezzo che ha segnato un’epoca recente del pop-rap italiano, e che dal vivo si trasforma in un vero e proprio rituale collettivo. Anche chi non si definisce fan di Fibra conosce a memoria il ritornello, e vederlo cantato da migliaia di persone insieme è stata una delle cartoline più nitide della serata.
Vent’anni di rime, un unico urlo
Subito dopo arriva Propaganda. Anche qui il Forum diventa un unico coro, segno di come Fibra abbia saputo intercettare non solo il pubblico rap, ma anche quello indie-pop, contaminando i linguaggi e aprendosi a nuove collaborazioni senza perdere autenticità. Uno dei momenti più interessanti dello show arriva con Che gusto c’è, realizzato insieme a Tredici Pietro. È il passaggio di testimone da una generazione all’altra: Fibra non ha mai avuto paura di confrontarsi con i più giovani, anzi, sembra godere nel mettersi in gioco e nel dialogare con chi oggi rappresenta il futuro della scena. Dal vivo il brano è energico, quasi un freestyle a due voci, che mostra come il rap italiano sia ormai una conversazione continua tra passato e presente.
Segue Venerdì 17, con il suo carico di ironia e scaramanzia, e poi una sequenza travolgente: Rap in vena, Non crollo e Non fare la puttana. Tre pezzi che dal vivo sono pura scarica di adrenalina, con il pubblico che non smette un secondo di saltare. Bugiardo e Cocaine riportano il mood verso un’atmosfera più cupa e corrosiva, ricordando quanto Fibra sappia muoversi tra leggerezza e crudezza senza perdere coerenza.
Lazza e Madame: Milano diventa capitale del rap
La serata prende una piega ancora più speciale quando sul palco sale Lazza. Con lui Fibra propone Lario e Caos, due brani che accendono il Forum come un fiammifero in un campo di benzina. Lazza è l’artista milanese del momento, e vederlo fianco a fianco con Fibra è un incontro tra generazioni e stili che funziona alla perfezione.
Caos, con l’aggiunta della voce di Madame, è una bomba live: il ritornello «Mi resta solo il caos / e le tue foto nell’iCloud» viene cantato da tutto il Forum.
Fibra non dimentica i suoi pezzi storici, quelli che hanno fatto innamorare la prima ondata di fan e che ancora oggi restano imprescindibili. Vip in trip è un’esplosione di nostalgia e rabbia, Stai zitto con Salmo è pura potenza, due scuole diverse che insieme si completano. Panico porta invece un’atmosfera più cupa, quasi claustrofobica, con le sue liriche introspettive che dal vivo diventano un’esperienza immersiva.
Con La soluzione e Mal di stomaco Fibra ripesca il lato più malinconico e riflessivo del suo repertorio, mentre Mi stai sul cazzo / Dalla A alla Z riporta la serata verso la sfrontatezza che lo ha reso celebre.
Una notte da “fenomeno”
Il momento più romantico arriva con Stavo pensando a te, accolta da un coro da brividi che copre quasi la voce di Fibra. È uno di quei brani che trascendono il rap, diventando patrimonio collettivo. A seguire, Verso altri lidi chiude la scaletta principale con una nota malinconica, quasi a voler dire: “Abbiamo fatto un viaggio insieme, ma ora è tempo di tornare alla realtà”.
È il momento perfetto per ricevere un biglietto gigante da parte del management e di Friends & Partners per aver venduto oltre 100.000 biglietti per il tour 2025.
È poi arrivato il momento che tutti aspettavano. Parte Tranne te e scatena un’energia incredibile. Il pubblico balla, ride, canta, come se non volesse che la serata finisse. A seguire, Milano Baby con Joan Thiele rende omaggio alla città che ospita il concerto, mentre Vivo e Luna piena chiudono la serata con un mix di poesia e potenza.
Rap, nostalgia e futuro: Fibra scrive un capitolo live indimenticabile
Il concerto è stato molto più di una data di tour: è stato un vero e proprio atto di riconoscimento. Fabri Fibra ha dimostrato di essere ancora il punto di riferimento del rap italiano, capace di muoversi con agilità tra i brani più recenti e i classici intramontabili, di dialogare con le nuove generazioni senza mai snaturarsi, e soprattutto di mantenere quella capacità rara di raccontare l’Italia meglio di chiunque altro.
Dal vivo, Fibra non è solo un rapper: è un narratore, un catalizzatore di emozioni, un artista che sa quando far ballare e quando far pensare. La sua forza sta nella capacità di non prendersi mai troppo sul serio, pur parlando di cose serissime. E, soprattutto, resta Fabri Fibra: diretto, ruvido, ma capace di farci sentire meno soli dentro questo grande caos chiamato Italia.







































