La rassegna permette di entrare nell’universo artistico di uno dei più straordinari registi del cinema contemporaneo
Pittore, regista e sceneggiatore gallese, Peter Greenaway nasce a Newport il 5 aprile 1942. Studia a Londra, dove frequenta la Walthamstow School of Art e già nel ’64 espone la sua prima mostra personale di pittura. Intitolata Eisenstein at Winter Palace. Tra il 1962 e il 1980 il regista realizza numerosi cortometraggi e lungometraggi sperimentali, tra cui The Falls (1980). Con il giallo ambientato nel 1694 The draughts-man’s contract (I misteri del giardino di Compton House) del 1982, conquista l’attenzione di critica e pubblico. Seguono A zed & two noughts (1985, Lo zoo di Venere), dove è centrale il tema del doppio (gemellare, zoologico, cromatico); The belly of an architect (1987; Il ventre dell’architetto), riflessione sul concetto di corpo (fisico e architettonico); Drowning by numbers (Giochi nell’acqua), brillante commedia nera per la quale vince il premio della giuria per il contributo artistico al Festival di Cannes 1988, e The cook, the thief, his wife and her lover (1989; Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante), sui rapporti tra cibo, sesso e morte. A partire da Prospero’s Books (1991, L’ultima tempesta), libero adattamento dell’opera di William Shakespeare, Greenaway percorre le nuove frontiere fornite dalla tecnologia. Dopo l’interruzione del suo sodalizio artistico con il compositore Michael Nyman, la ricerca cinematografica di Greenaway da esiti meno felici in The baby of Mâcon (1993), The pillow book (1996; I racconti del cuscino) e 8 ¹/₂ women (1999; 8 donne e ¹/₂). Il suo eclettismo lo porta, nel frattempo, a cimentarsi con molte altre forme d’arte e il suo cinema si spinge alle soglie dell’installazione video-artistica, come testimonia il trittico in digitale Le valigie di Tulse Luper, la cui prima parte è stata presentata a Cannes e la terza a Venezia. Tra i suoi ultimi film Nightwatching con Martin Freeman nei panni del pittore olandese Rembrandt, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2007, Goltzius and the Pelican Company (2012) e Eisenstein in Messico (2015, Eisenstein in Guanajuato).
I dieci film in programma sono: I misteri del giardino di Compton House (venerdì 3 ottobre, ore 19.00); Giochi nell’acqua (sabato 4 ottobre, ore 11.00 e martedì 14 ottobre, ore 21.15); Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (domenica 5 ottobre, ore 14.45 e lunedì 20, ore 19.00); Lo zoo di venere (lunedì 6 ottobre, ore 14.45 e sabato 25 ottobre, ore 19.00); Nightwatching (mercoledì 8 ottobre, ore 21.00); Il ventre dell’architetto (giovedì 9 ottobre, ore 19.15 e martedì 21 ottobre, ore 21.00); The baby of Macon (sabato 11 ottobre, ore 16.45); I racconti del cuscino (domenica 12 ottobre, ore 20-30); L’ultima tempesta – Prospero’s Book (mercoledì 15 ottobre, ore 21.00 e sabato 18 ottobre, ore 19.00); Le cadute ( venerdì 17 ottobre, ore 11.00).
Giorni e orari delle proiezioni in aggiornamento su www.cinetecamilano.it







































