Delta V, domani esce “In Fatti Ostili”: «L’ostilità è il filo conduttore, ma c’è sempre un fondo di speranza»

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Delta V
© Marco Olivotto

Esce domani (venerdì 17 ottobre) In Fatti Ostili, il nuovo album dei Delta V. La band, ideata da Carlo Bertotti e Flavio Ferri, firmò il primo contratto discografico nel 1995 e quest’anno dunque compie 30 anni. I due fondatori sono ancora le colonne portanti del progetto, insieme a Marti, voce del gruppo dal 2017.

In Fatti Ostili è il settimo album dei Delta V ed arriva a sei anni di distanza da Heimat. «Avevamo tante cose da dire, ma ci serviva il tempo giusto per mettere tutto a fuoco», risponde Marti alla domanda sui motivi di un silenzio discografico così lungo.

Il nuovo album è stato prodotto da Paolo Gozzetti e Roberto Vernetti. Il primo antipasto è stato il singolo Nazisti dell’Illinois, uscito la scorsa primavera, mentre il singolo di lancio del disco è Regole a Milano. Le tracce sono undici e i fan troveranno il suono che da sempre è il marchio di fabbrica della band, ma anche una grande attenzione ai testi.

Di seguito potete leggere l’intervista che abbiamo realizzato con Carlo Bertotti (CB) e Marti (MA).

Delta V

L’intervista

Nel singolo Regole a Milano la protagonista è una Milano carica di contraddizioni.
CB
Raccontiamo la città da testimoni attivi. Viviamo a Milano da sempre, è la città dove ci siamo conosciuti e formati. Qui abbiamo fatto musica e vissuto. Ora facciamo fatica a ritrovare le identità che di fatto ci hanno reso tali. Avvertiamo un senso di mancata appartenenza che viene fuori in certi aspetti, che da un lato inquieta e da un lato preoccupa. Ma viene anche da pensare che in questa città ci vivi e quindi non puoi prendere le distanze.

Delta V

Nel singolo precedente, Nazisti dell’Illinois, cantate: «Leggi le classifiche, brucia le classifiche». Cosa volevate dire con questa frase?
CB
Oggi tutto quanto ha un prezzo. Tutto ha un costo, c’è una cifra attaccata ad ogni cosa. Ed anche ad ogni pensiero e questo è il problema. Penso che ognuno dovrebbe essere libero di esprimere sé stesso, dire ciò che pensa e cantare ciò che scrive, per mettere sempre più a fuoco la propria identità. Quando in realtà scopri che esiste questo prezziario, che anche pensieri, rime e barre vengono catalogate, tutto perde di identità, perché tutto diventa omologato e perché c’è l’esigenza di compiacere il mainstream. Ecco, diciamo che vorremmo bruciare quel tipo di mentalità.

Ha un filo conduttore questo disco?
MA
L’ostilità, di fatto, è il filo conduttore. Siamo in un’epoca fatta di “fatti ostili” e quindi siamo diventati ostili anche noi. È un’ostilità che raccontiamo in questo disco, siamo diventati ostili perché le cose che stanno fuori ci hanno reso tali, siamo diventati ostili anche verso noi stessi. Lo raccontiamo ad esempio in Panico, uno dei pezzi dell’album. Ciò non toglie che ci sono comunque gli appigli per venirne fuori, c’è sempre un fondo di speranza. Il tema è trovare il balance tra l’ostilità e la voglia di superare tutto questo.

Delta V
Foto di Marco Olivotto

È corretto dire che in questo vostro disco, rispetto al passato, c’è più attenzione ai testi?
CB
Già con Heimat avevamo cominciato questa nuova fase. Dopo Pioggia Rosso Acciaio del 2006 siamo rimasti fermi diversi anni perché avevamo bisogno di mettere a fuoco noi stessi, il progetto stesso aveva bisogno di fermarsi e rifiatare. E già fermarsi è un lusso, in un’epoca come questa. Sì, i testi sono diventati preponderanti. Oggi è la musica che fa spazio ai testi, sono le metriche che vengono “violentate” dalle parole che hanno bisogno di spazi per potersi esprimere. Rimane un codice identificativo sonoro che è il nostro, ma la priorità che assume l’uso della parola è evidente.

Musicalmente, in ogni caso, mantenete quella eleganza di suoni che vi ha sempre contraddistinto.
CB
Io non so quanto possa essere elegante la nostra musica, questo lo deve dire chi ascolta. Noi cerchiamo di rappresentare noi stessi e siamo tre persone molto differenti tra loro, per gusti e pulsioni. La sintesi è quello che viene fuori dai dischi.

Il progetto Delta V compie trent’anni. Cosa vedi quando ti volti indietro?
CB
Ci sono tante cose che rifarei allo stesso modo, qualcuna che forse farei in maniera diversa, nulla che invece rifarei in maniera integrale.

Delta V
Foto di Alessandro Morandi

Dal passato al futuro prossimo, state per ripartire in tour. Cosa devono aspettarsi i fan?
MA
Sì, ripartiamo in tour a novembre, abbiamo una decina di date in calendario. Suoneranno con noi Nicola Monzan di Bologna Violenta e Simone Filippi alla batteria, ex Ustmamo, che ha suonato anche con i CCCP. Siamo molto contenti, siamo anche già stati in tour insieme in primavera. Ci troviamo benissimo, faremo un sacco di pezzi dell’album nuovo e un po’ di canzoni dal bagaglio che ci portiamo dietro dei dischi passati.

I Delta V hanno sempre dedicato molta attenzione ai video. Ed anche nel caso di Regole a Milano avete girato una clip che ha molti significati…
CB
È un video di cronaca, che racconta una Milano che non c’è più. Una Milano che ci è stata prossima, la Milano della musica. Citiamo una ventina di posti e li abbiamo frequentati tutti negli anni. Sarebbero stati anche di più, ma era tecnicamente impossibile metterli tutti dentro. Sono luoghi in cui abbiamo suonato, ho visto concerti, ho comprato dischi, ho registrato, abbiamo provato. Tutti posti che non sono stati rimpiazzati. Non sono né passatista né nostalgico, ma quel tipo di proposta, quella cultura, di fatto è rimasta una pratica inevasa.

Cosa è rimasto di quei posti?
CB
Generazioni di milanesi si sono formate e conosciute in quei luoghi, hanno pianto e bevuto in quei posti. Oggi non ci sono più e al loro posto, negli stessi luoghi, ci sono condomini di dieci piani, ristoranti alla moda, negozi di abbigliamento. Il patrimonio conservato nei luoghi dove si è fatta cultura per tanti anni è rimasto lettera morta. Oggi a Milano i negozi di dischi sono pochissimi, mentre in città come Torino, Bologna e Roma sono diverse decine. C’erano tantissimi locali dove si suonava, di misure diverse. Oggi ci sono solo posti di misura extralarge o extrasmall. I posti di media capienza non ci sono più. Le sale prove sono sempre meno, gli studi di registrazione manco a parlarne. Una parte di tessuto così importante è stata sradicata e non sostituita.

Delta V
Foto di Marco Olivotto

L’album esce in digitale, ma anche in cd e vinile. Perché avete deciso di restare fedeli al supporto fisico?
CB
Fosse per me i dischi dovrebbero essere solo in supporto fisico. Ricordo che il fatto di avere in mano un vinile o un cd ti dava modo anche di saggiarne la consistenza. Leggere le note, i crediti, i testi, sono riti che appartengono a un “matrimonio” che tu stai celebrando con quella musica. Oggi è un casino, è tutto troppo veloce, passa tutto attraverso, non riesci a tenere niente. Questa liquidità diventa un elemento negativo per quanto mi riguarda.

Delta V
Foto di Marco Olivotto
La tracklist di In Fatti Ostili

01 Essere migliori
02 La disciplina del nulla
03 Panico
04 Provincia meccanica
05 Nazisti dell’Illinois
06 Regole a Milano
07 Wendy
08 Storti
09 San Babila ore 20(25)
10 Laika e l’America
11 I raggi B

Le date del tour (calendario in aggiornamento)

8 novembre – Fontanafredda (Pordenone) – Astro Club
13 novembre – Napoli – Duel
14 novembre – Livorno – The Cage
27 novembre – Roma – Largo Venue
28 novembre – Seregno (Monza Brianza) – Tamburine
29 novembre – Corneliano D’Alba (Cuneo) – Cinema Vekkio
5 dicembre – Grassina (Firenze) – Casa del Popolo
10 dicembre – Torino – Hiroshima Mon Amour
13 dicembre – Vignola (Modena) – Circolo Ribalta

Il video di Regole a Milano

Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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