Ieri è andata in scena la seconda data romana del “Tutta Vita Tour 2025” di Olly al Palazzo dello Sport, e nonostante le aspettative già alte dopo la serata d’esordio, l’artista è riuscito a sorprendere ancora, confermando il suo titolo di fenomeno pop in ascesa in Italia.
La folla è tornata: lo stesso Palazzo dello Sport gremito, la stessa tensione elettrica nell’aria. Roma, città che lo ha già accolto nei club e che lo accoglie ora nella sua veste da palazzetto, ha risposto con un sold out quasi annunciato.
Quando le luci si sono abbassate e le prime note hanno squarciato l’aria, il boato è stato collettivo: non era solo un concerto, ma un momento di passione condivisa.
La scaletta – ben più che “un elenco di canzoni” – è stata concepita come un viaggio: oltre 30 brani che attraversano la carriera di Olly, includendo i nuovi pezzi tratti da Tutta Vita e dalla sua riedizione “Sempre”.
Uno dei momenti che più hanno fatto vibrare il pubblico è stato ancora “Depresso fortunato”, quando Olly – con la band – ha ricreato la famosa tavolata su palco offrendo da bere a chi stava nelle prime file. È diventato ormai un momento simbolico: festa, comunione, intimità – anche in un’arena grande come il Palazzo.
Toccante è stata anche la parte acustica, quella in cui si è abbassato il volume, le luci si sono fatte più morbide, e Olly ha parlato al pubblico con semplicità: racconti, aneddoti, pause che diventano respiro.
Uno dei meriti più evidenti del concerto è la maturità sonora mostrata: i brani inizialmente costruiti con suoni elettronici sono stati riarrangiati, alleggeriti, e ridotti alla loro essenza per resistere all’urto del live.
La band è apparsa ancora più compatta: l’equilibrio tra parti elettriche e acustiche è stato sapiente, con arrangiamenti che permettevano di apprezzare non solo le hit ma anche i dettagli musicali.
Un palco con scenografie minimali, ma dinamico: pedane retroilluminate, visual evocativi e “scarabocchi” disegnati – elementi che hanno accompagnato i momenti emotivi, senza mai distrarre.
Le luci hanno giocato il loro ruolo: giochi di ombre, cambiamenti di colore accentuati nei pezzi più movimentati, passaggi quasi teatrali durante le ballad.
Olly ha scherzato, ringraziato, ha fatto ripetere i cori, ha costruito momenti in cui il palco sembrava espandersi fino a includere l’intera platea.
Questo concerto è una tappa importante nel percorso di un artista che sta ridefinendo la sua identità. Olly è passato con naturalezza da esordi più elettronici a un suono più “umano”, vivo, centrato sulle vibrazioni del palco. La scelta di proporre arrangiamenti rinnovati parla di una volontà di crescere, non di fossilizzarsi.
Roma, che l’ha già amato nei club, l’ha confermato nei palazzetti. Le repliche romane sold out e l’appuntamento del “gran finale” previsto all’Ippodromo delle Capannelle il 30 giugno appare come una straordinaria celebrazione della stagione.
Se ieri Olly ha “conquistato Roma”, sarebbe un azzardo minimo dire che non ha ancora rivelato tutto: il percorso è lungo, ma il passo è sicuro. (Stefania Rossi)
La scaletta:
Intro: Albachiara
È festa
L’anima balla
Polvere
Il brivido della vita
Una vita
Un’altra volta
Paranoie
A noi non serve far l’amore
Occhi color mare
La lavatrice si è rotta
A squarciagola
Set acustico
Ho un amico
Canto alla luna
Quando piove
L’amore va
Bianca
Sopra la stessa barca
Come noi non c’è nessuno
Parte finale
Depresso fortunato
Scarabocchi
Quei ricordi là
Fammi morire
Noi che
Balorda Nostalgia
I cantieri del Giappone
Questa domenica
Buon trasloco
Così così
Il campione
Devastante
Menomale che c’è il mare / Il pescatore
La fotogallery a cura di Danilo D’Auria






































