Valeria Golino, che oggi compie 60 anni essendo nata a Napoli il 22 ottobre 1965, vanta un importante record: è l’unica attrice italiana ad aver vinto per due volte la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile alla Mostra del Cinema di Venezia. Impresa riuscita in assoluto a solo quattro attrici. Le altre tre sono Shirley MacLaine, Isabelle Huppert e Cate Blanchett.
Per buon peso, in carriera Valeria Golino ha vinto anche quattro David di Donatello. Della sua generazione, inoltre, è sicuramente l’attrice più “internazionale”, una delle poche ad aver ottenuto ruoli importanti anche oltre oceano.
Nel giorno del suo compleanno ripercorriamo allora la sua carriera scegliendo dieci momenti indimenticabili.
Piccoli fuochi (1985)
Dopo l’esordio, nel 1983 al servizio di Lina Wertmüller in Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada, Valeria Golino arriva al successo nel 1985 grazie a Piccoli fuochi di Peter Del Monte. La sua interpretazione della baby sitter di un bambino “problematico” è folgorante e conquista critica e pubblico.
Storia d’amore (1986)
Al suo sesto film, Storia d’amore di Citto Maselli, Valeria Golino vince, appena 21enne, per la prima volta, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile alla Mostra del cinema di Venezia. Il film, che racconta di uno strano triangolo amoroso, vince anche il Leone d’argento – Gran premio della giuria.
Rain Man – L’uomo della pioggia (1988)
Valeria Golino gira nel 1987 l’ottimo Gli occhiali d’oro di Giuliano Montaldo e poi vola negli Stati Uniti. Ad attenderla ci sono il regista Barry Levinson e due divi che rispondono al nome di Tom Cruise e Dustin Hoffman. Con loro gira Rain Man – L’uomo della pioggia e il successo è clamoroso, a livello planetario. Il film vince infatti la bellezza di quattro Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Dustin Hoffman) e migliore sceneggiatura originale.
Hot Shots! (1991)
Il successo di Rain Man – L’uomo della pioggia apre mille porte a Valeria Golino, che negli anni a seguire recita per grandi registi come Margarethe Von Trotta (Paura e amore) e Sean Penn (Lupo solitario). Nel 1990 solo Julia Roberts all’ultimo provino le nega il ruolo da protagonista in Pretty Woman.
Nel 1991 è però nel cast di Hot Shots! di Jim Abrahams, film comico demenziale che sbanca i botteghini di tutto il mondo. Al suo fianco c’è Charlie Sheen, con il quale reciterà anche nel sequel di due anni dopo.
La guerra di Mario (2005)
A cavallo tra gli anni ’90 e il primo decennio del terzo millennio, Valeria Golino si divide tra il grande cinema internazionale e quello italiano. Nel 1992 è nel cast di Puerto Escondido di Gabriele Salvatores (con il quale girerà poi altri tre film negli anni successivi), mentre tre anni dopo partecipa a Via da Las Vegas di Mile Figgis, film candidato a quattro Oscar, grazie al quale Nicolas Cage vince la statuetta come miglior attore protagonista.
Nello stesso anno è anche in Four Rooms (film con quattro registi, tra i quali Quentin Tarantino), mentre nel 1996 gira Fuga da Los Angeles al servizio di John Carpenter. In Italia partecipa a Le acrobate di Silvio Soldini (1995), L’albero delle pere di Francesca Archibugi (1998), Harem Suare (1999) di Ferzan Özpetek e Respiro di Emanuele Crialese (2002).
È ancora necessario ricordare il francese 36 Quai des Orfèvres di Olivier Marchal (2004), prima di arrivare a La guerra di Mario di Antonio Capuano (2005), film che l’anno successivo le vale il primo David di Donatello della sua carriera, come migliore attrice protagonista.
Miele (2013)
Come attrice, la carriera di Valeria Golino non conosce soste. La ragazza del lago di Andrea Molaioli (2007) e Caos calmo di Antonello Grimaldi (2008), al fianco di Nanni Moretti, sono solo due dei tanti titoli che vedono in quegli anni l’attrice nel cast e che vengono apprezzati da pubblico e critica.
Valeria Golino però non si accontenta e nel 2013, dopo aver girato tre anni prima un corto, decide di debuttare come regista. Il film si intitola Miele e raccoglie la bellezza di sette candidature ai David di Donatello, senza però vincere nemmeno una statuetta.
Il capitale umano (2013)
L’esordio dietro la macchina da presa non impedisce a Valeria Golino di partecipare, nello stesso anno, anche al film Il capitale umano di Paolo Virzì. Uno dei film più riusciti del regista livornese, che nel 2014 fa incetta di candidature ai David di Donatello, vincendo sette riconoscimenti. Uno di questi, per la miglior attrice non protagonista, va a Valeria Golino, che si porta così a casa il secondo David di Donatello della sua carriera.
Per amor vostro (2015)
Passa un solo anno e, dopo aver fatto il bis ai David di Donatello, Valeria Golino conquista nuovamente anche Venezia, 29 anni dopo il primo successo. Il film che le vale la seconda Coppa Volpi è Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino. Per buon peso, alla Mostra del cinema del 2015, oltre alla Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Valeria Golino vince anche il Premio Pasinetti alla migliore attrice.
5 è il numero perfetto (2019)
Vinta la seconda Coppa Volpi Valeria Golino continua a lavorare in Italia e all’estero e nel 2018 firma Euforia, il suo secondo film come regista.
L’anno dopo gira 5 è il numero perfetto, diretta da Igort. Il film, basato sull’omonimo fumetto, vede nel cast anche Toni Servillo e nel 2020 raccoglie ben nove candidature ai David di Donatello. Di statuette ne arriva però solo una e la vince proprio Valeria Golino, come miglior attrice non protagonista.
L’arte della gioia (2024)
Il cammino di Valeria Golino non conosce soste. Vinto il terzo David di Donatello, continua a lavorare per registi importanti come Costa-Gavras, Gabriele Salvatores, Pablo Larraín e Mario Martone.
Nel 2024 torna poi dietro la macchina da presa per girare L’arte della gioia, miniserie tratta dall’omonimo romanzo di Goliarda Sapienza. Presentata a Cannes, la miniserie approda al cinema (divisa in due parti) e poi su Sky.
Il successo è travolgente, come testimoniano le 14 candidature ai David di Donatello e le tre statuette conquistate. Una di queste, per la miglior sceneggiatura originale, viene vinta in prima persona da Valeria Golino, in team con Francesca Marciano, Valia Santella, Luca Infascelli e Stefano Sardo.
Valeria Golino compie 60 anni in piena attività. Quest’anno a maggio è stata ospite del Riviera International Film Festival di Sestri Levante e lo scorso mese è uscito nelle sale Elisa, girato da Leonardo Di Costanzo e in concorso alla Mostra del cinema di Venezia.
Qualche giorno fa ha infine partecipato alla Festa del cinema di Roma, per presentare Breve storia d’amore, opera prima di Ludovica Rampoldi che uscirà nelle sale il 27 novembre.






































