Guappecarto’, “D-Segni” è il loro nuovo album. La nostra intervista: «Soluzioni sonore del tutto inedite per noi»

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I Guappecarto’ hanno da poco dato alle stampe D-Segni, un nuovo concept album, disponibile in digitale e in fisico, nella formula vinile + libro.

I Guappecarto’ sono nati a Perugia, come musicisti di strada, nel 2004. Di loro si innamorò artisticamente l’attrice Madeleine Fischer, che chiese loro di comporre la colonna sonora per il film Uroboro. Dopo aver pubblicato diversi dischi e fatto tappa per lungo tempo a Parigi, nel 2015 il gruppo ha rilasciato Rockamboles, album e colonna sonora del film Gatta Cenerentola, vincitore di due David di Donatello.

Il loro penultimo album, Sambol – Amore migrante, risale al 2019. Allora i Guappecartò erano in cinque, ora sono in due: Mala (Marco Sica) e Braga (Pierluigi D’Amore). Con loro, per la produzione del disco, hanno collaborato Stefano Piro e Seb Martel per l’etichetta Ad Est dell’Equatore Musica diretta da Gnut.

Il prossimo 30 gennaio i Guappecartò terranno un concerto speciale allo Studio de l’Ermitage a Parigi e poi ripartiranno per un tour europeo. Prima, però, suoneranno in Italia.  Di seguito le date e la nostra intervista.

Il calendario dei concerti in Italia

11 novembre – Yellowstone Studio – Cuneo (data zero)
12 novembre – Germi – Milano
14 novembre – Spazio Lomellini – Genova
15 novembre – Freak Out – Bologna
16 novembre – Ex Refettorio della Biblioteca Sperelliana – Gubbio (Perugia)
20 novembre – Le Tre Porte – Rieti
21 novembre – L’asino che vola – Roma
22 novembre – Auditorium 900 – Napoli
23 novembre – Teatro Odeion – Giovinazzo (Bari)

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L’ntervista

Sono passati sei anni da Sambol – Amore migrante, il vostro penultimo disco. Perché un silenzio discografico così lungo?
Braga
: Anche se di fatto l’album è stato realizzato in una sola settimana, nell’ottobre 2024, la sua gestazione va avanti dal 2020, anno in cui è venuta a mancare la nostra madrina artistica Madeleine Fischer, a cui questo album è dedicato e ispirato. Lo stop della pandemia, vicissitudini interne al gruppo e la necessità di far maturare le suggestioni artistiche che ci stavano nascendo dentro hanno fatto sì che si arrivasse fino ad oggi.
Mala: Il silenzio è prezioso perché permette di ascoltare, noi in questi anni abbiamo dedicato il nostro tempo a metterci in ascolto della parte più profonda di noi per entrare in connessione con Madeleine Fischer e non solo. In musica il silenzio è un tempo necessario per dare importanza alla nota precedente e a quella successiva. Probabilmente è stato lungo proprio per questo motivo.

Cosa è cambiato nei Guappecartò in questi anni?
Braga
: Intanto da due anni siamo un duo, e non più un quintetto. Questo se da un lato ha fatto ricadere su di noi tante responsabilità che prima erano distribuite su più persone, dall’altro ci ha permesso di esplorare con gran velocità nuovi mondi sonori: questa curiosità era presente già da tempo, ma procedeva più a rilento per gli inevitabili compromessi che derivano dal condividere un gruppo con molti componenti.
Mala: Sì, è cambiata la forma ma resta lo spirito di avventura che da sempre ci contraddistingue. Ritrovarsi faccia a faccia e decidere di lanciarsi nel vuoto come la prima volta è la prova che in fondo non è cambiato nulla, anzi.

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Parliamo di D-Segni, il vostro nuovo lavoro. Qual è la genesi di questo album?
Braga
: Dopo la morte di Madeleine, Mala, scavando fra i ricordi, ha ritrovato questo libro che lei aveva scritto, Segni, e che gli aveva regalato nel 2004. Un collage di immagini accompagnate da aforismi che ci ha suggestionato molto e ci ha suggerito molte idee musicali. Mala a questo punto ha avuto l’idea di farci guidare dal materiale del libro per la scrittura di quello che sarebbe diventato D-Segni.
Mala: La mia idea era quella di fare un album con Madeleine anche se fisicamente non era più con noi… trasformando il suo Segni nel nostro D-Segni.

Troviamo un filo conduttore musicale rispetto ai vostri dischi precedenti?
Braga
: Sicuramente la melodia e la curiosità verso generi musicali eterogenei sono un punto di continuità, anche se in D-Segni sono espressi con soluzioni sonore del tutto inedite per noi. In realtà già in Sambol – Amore Migrante avevamo gettato i semi per un’evoluzione del suono del gruppo, ma qui ci siamo spinti abbastanza oltre direi, usando strumenti nuovi per noi, come i synth, e cercando di sfruttare al massimo tutte le potenzialità dei nostri strumenti, che sono fatti di corde ma anche di corpi e di tante altre parti che emettono suoni… qui li abbiamo usati tutti!
Mala: Da L’amour C’est Pas Grave a D-Segni abbiamo difeso l’idea che la musica è il nostro unico linguaggio. Ogni nostro disco contiene le esperienze che abbiamo vissuto e l’esperienza permette una continua evoluzione.

Insieme al disco avete realizzato anche un libro. Di che cosa si tratta?
Braga
: A un certo punto ci siamo resi conto che D-Segni stava diventando un album dalle molteplici chiavi di lettura. Il libro aiuterà l’ascoltatore ad orientarsi all’interno di questo concept album…
Mala: Il libro contiene la nostra storia raccontata da me e Braga, 32 aforismi di Madeleine Fischer e 32 disegni che ho realizzato a china ispirandomi al libro Segni.

Siete in procinto di partire in tour, avete già diverse date in calendario in Italia. Cosa proporrete agli spettatori e chi suonerà con voi?
Braga
: Saremo in quattro sul palco. Insieme a noi ci saranno Seb Martel (che è anche co-produttore dell’album) alla chitarra e Natale La Riccia (che faceva parte dei Guappecarto’ in Sambol – Amore Migrante) ai disegni ritmici. Vogliamo portare il pubblico nel mondo di D-Segni attraverso un’esperienza sonora e visiva.
Mala: Proporremo la condivisione della nostra esperienza per entrare in una connessione profonda.

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Finita la tranche italiana del tour tornerete a girare l’Europa. Ci sono differenze tra il pubblico italiano e quello estero o davvero la musica è un linguaggio universale?
Braga
: Grazie al fatto di non avere medium linguistici nella nostra proposta musicale abbiamo sempre ottenuto un forte coinvolgimento del pubblico durante le nostre esibizioni, ovunque ci trovassimo. Possiamo testimoniare che la musica arriva davvero ovunque.
Mala: Con la musica parliamo al cuore e chi ce l’ha la sente che sia in Italia o altrove.

Guappecarto’ e cinema, un rapporto interrotto o solo in pausa?
Braga
: In realtà anche se come Guappecarto’ è dai tempi di Gatta Cenerentola che non partecipiamo a colonne sonore, non abbiamo mai interrotto i nostri rapporti col cinema: lo scorso anno, ad esempio, io e Mala abbiamo collaborato con Dario Sansone per la stesura delle musiche originali di Criature di Cécile Allegra, la cui colonna sonora è stata realizzata da Dario stesso. E non a caso il primo videoclip di D-Segni, Requiem per Alieni, è stato diretto da Alessandro Rak, regista de L’Arte della felicità e co-regista, insieme a Dario Sansone, Ivan Cappiello e Marino Guarnieri, di Gatta Cenerentola. Musicare immagini è un’attività che da sempre ci affascina e infatti le musiche di Guappecarto’ sono spesso cariche di immagini, è un legame forte…
Mala: D-Segni è di per sé un film sarebbe bello che capitasse tra le mani di un regista.

Requiem per alieni:

Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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