Cinque secondi

Mastandrea eremita mattatore

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Cinque secondi
di  Paolo Virzì
con Valerio Mastandrea, Galatéa Bellugi, Valeria Bruni Tedeschi, Ilaria Spada

Mastandrea irsuto, che dorme vestito e pare un eremita scontroso, si rivela un avvocato che sta per mollare lo studio e ha affittato le ex stalle di un casolare per stare lontano dai suoi rimorsi (omicidio colposo della figlia, moglie e figlio contro,  processo imminente, se ci va…) e viene disturbato da una comunità di neo-hippie ecologi che vogliono salvare le vigne abbandonate. Li  guida una contessina dal brutto carattere che pure scuote dal suo rifiuto l’eremita. Capitalisti cattivi, che delle vigne se ne fregano perché vogliono vendere la proprietà, chiamano la polizia. Il burbero Mastadrea si ricorda di essere un grande avvocato e nella scena migliore del film difende da par suo gli hippie ecologi e offre la sua ospitalità. Al momento del processo si spiegano anche i cinque secondi del titolo, la tragedia fin qui percepita si rivela e il tema (la morte della figlia) è alto e doloroso. Da che parte prendere questo film? Per commuoversi? Anche. Per fare spirito livornese alla Virzì? Mah… Mastandrea è forse il più bravo sulla piazza oggi e Bruni Tedeschi ci mette la sua follia, anche erotica. Il resto è mestiere (Virzì ne ha tanto),  anche etico, però… 

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