Ci ha lasciato Luciano Casadei, storico promoter piemontese, organizzatore di centinaia di concerti (dal tour di Banana Republic a Bob Marley il 28 giugno 1980) e iniziative culturali. Chi lo conosceva bene lo definisce “ironico, incazzoso, polemico, mediatore, pratico”. Negli anni ’70 era un funzionario del PCI, poi è diventato un promoter di concerti: rimarrà per sempre negli annali quello dei Rolling Stones allo stadio comunale di Torino: era l’11 luglio 1982, poche ore dopo si sarebbe giocata la finale dei Mondali di calcio tra Italia e Germania. Durante lo show Mick Jagger, indossando la maglia numero 20 di Paolo Rossi, predisse il risultato di 3-1 per l’Italia.
Luciano Casadei ha lavorato con tutti i principali artisti italiani, ma si è occupato anche di divulgazione scientifica ed è stato uno dei promotori di Radio Flash.
Roberto Placido, per molti anni suo stretto collaboratore, ha raccontato questo aneddoto: «Per un periodo girava con una spilletta rettangolare, al bavero della giacca, che parafrasava il detto piemontese “cit ma bun” (piccolo ma buono) in cit ma gram (piccolo ma cattivo, polemico, irascibile). In realtà Luciano, oltre che un vero comunista, antifascista, era una persona buona e generosa».
Il suo collega Claudio Trotta ha pubblicato questo post: «La tua voce, i tuoi suggerimenti enogastronomici, le tue solenni incazzature, il tuo endemico e radicato antifascismo, le tue espressioni, le tue profonde radici piemontesi, i tuoi racconti, i tuoi vocali lasciati nel telefono e i tuoi interventi nelle assemblee di Assomusica, le cene insieme, la tua stronzaggine e la tua simpatia, i comuni successi e insuccessi, le discussioni e le liti, la tua cultura e la tua modalità affettiva. Tutto questo e molto di più rimane con noi e con me. Ci si vede».
Invece Oscar Giammarinaro degli Statuto lo ha ricordato così: «Addio a Luciano Casadei: mi ha insegnato tante cose, sostenuto e voluto bene. Amico, maestro, compagno e molto altro. Adesso sono troppo addolorato ma poi racconterò alcuni episodi che ci legano che meritano di essere conosciuti. Un abbraccio a tutta la famiglia».





































