Claude Chabrol, maestro del noir

Dal 27 novembre al 31 dicembre 2025 la rassegna dedicata al grande maestro del cinema francese alla Cineteca Milano MIC con tredici film nei quali rilegge il genere noir

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La femme infedèle

Un omaggio a un artista ironico, provocatorio e geniale, considerato uno dei maestri del cinema francese

L’intrigo, la doppiezza, la follia e il ripensamento, sono gli ingredienti tipici del cinema di Claude Chabrol, quasi sempre ambientato nell’apparente tranquilla provincia francese, in realtà teatro di forti e contrastanti passioni, tra tradimenti, frenesie sessuali, odi e vendette. Nato a Parigi il 24 giugno 1930 da una famiglia di farmacisti, Chabrol, già durante gli studi universitari alla facoltà di legge, frequenta con passione le Cineteche, diventando poi critico di Cahiers du cinéma, insieme ai colleghi, Godard, Truffaut, Bazin, Rivette e Rohmer con il quale  scriverà  un libro su Hitchcock e lo affiancherà in qualità di produttore nel suo esordio registico in Le Signe du Lion.

Nel 1957 con pochi mezzi ed anche elementari rudimenti di regia gira Le Beau Serge, un melodramma psicologico, che per molti studiosi segna ufficialmente la nascita della Nouvelle Vague. L’anno dopo è la volta di Les Cousins, storia di due cugini, uno parigino e l’altro proveniente dalla provincia. Il film presenta evidenti influenze hitchockiane e ottiene una grande successo di pubblico, nonché L’Orso d’Oro al festival di Berlino. Il regista può ormai cimentarsi a pieno titolo nel poliziesco più classico con A double tour-A doppia mandata (1959), tratto da un romanzo di Stanley Ellis, interpretato dall’attore emergente Jean-Paul Belmondo. Il film ruota attorno all’omicidio della giovane amante di Henri Marcoux, un ricco borghese, capo di una famiglia bene della provincia francese.

Chabrol si conferma regista di razza anche nell’ambiguo ed interessante Que la bête meure (Ucciderò un uomo) del 1969. Nello stesso anno dirige il riuscito Le Boucher-Il tagliagole, dramma con due personaggi che mette a confronto una maestra e un macellaio di un paesino del Périgod scosso da alcuni orrendi delitti.

Grande direttore d’attori, è molto amato dal pubblico francese anche grazie al quel teorema classico delle sue pellicole costituito da una struttura semplice, ma efficace di un preciso ambiente sociale. Cineasta prolifico, alterna il noir con le ricostruzioni d’epoca, la commedia e il dramma, utilizzato spesso come affresco sociale, disegnando splendide figure femminili aiutato da attrici del calibro di Stéphan Audrun, sua ex moglie, Isabelle Huppert e Sandrine Bonnaire.

Tra i suoi film più celebri, Une affaire de femmesUn affare di donne (1988),  vicenda vera di Marie Latour, giustiziata il 30 luglio 1943, vittima dell’ipocrisia perbenista nella Francia della seconda guerra mondiale. Ancora la provincia è al centro L’enfer-L’inferno interpretato dalla bellissima Emanuelle Béart, moglie di un albergatore ossessionato dalla gelosia e  La Cérimonie-Il buio nella mente (1995) con Isabelle Huppert e Sandrine Bonnaire, premiate con la coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia.

La sua ultima cinematografica è stata Merci pour le chocolat , passata ancora a Venezia 2000, sempre con Isabelle Huppert. Il film è un elegante ed ironico esercizio stilistico incentrato in un’ossessione perversa, che come spesso è accaduto alle opere di Chabrol, ha diviso critica e pubblico.  Il regista muore a Parigi all’età di 80 anni il 12 settembre 2000.

I film della rassegna: Giovedì 27 novembre, ore 15 e mercoledì 17 dicembre, ore 17. 00 Le beau Serge; Giovedì 27 novembre, ore 17.00  e domenica 14 dicembre, ore 20.00 Grazie per la cioccolata;  Venerdì 28 novembre, ore 16.00 e sabato 13 dicembre, ore 17.00 Madame Bovary; Sabato 29 novembre, ore 15.00 e   mercoledì 31 dicembre, ore 15.00 Le Boucher (Il tagliagole); Domenica 30 novembre, ore 17.00, Juste avant la nuit (Sul fare della notte); Martedì 2 dicembre, ore 19.00 e sabato 27 dicembre, ore 17.00 La rupture (All’ombra del delitto); Giovedì 4 dicembre, ore 17.00 e mercoledì 31 dicembre, ore 17.00 La femme infidéle (Stéphan, una donna infedele); Venerdì 5 dicembre, ore 17.00 e martedì 23 dicembre, ore 17.00 Que la bete  meure (Ucciderò un uomo); Venerdì 5 dicembre, ore 19.00 e venerdì 19 dicembre, ore 19.00 Les biches (Le cerbiatte); Lunedì 8 dicembre, ore 19.00 e sabato 20 dicembre, ore 17.00 I fiori del male;  Martedì 9 dicembre, ore 15.00 Il colore della menzogna; Mercoledì 10 dicembre, ore 17.00 e martedì 30 dicembre, ore 17.00 Il buio nella mente; Venerdì 12 dicembre, ore 17.00 e domenica 21 dicembre, ore 19.00 Betty.

 

 

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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