Sony Music ha deciso di ristampare i quattro dischi pubblicati dalla Steve Rogers Band fra il 1986 e il 1990.
I vinili usciranno domani, venerdì 28 novembre, ognuno con un colore diverso: white per I duri non ballano (1986), red per Alzati la gonna (1988), ambra per Steve Rogers Band (1989) e clear per Sono donne (1990).
Lo scorso 20 novembre, fra l’altro, la Steve Rogers Band è stata ospite del Nuovo Roxy Bar di Red Ronnie. Nell’occasione la formazione era composta da Maurizio Solieri (chitarra), Andrea Innesto (voce e sax), Claudio Golinelli (basso), Mimmo Camporeale (tastiere) ed Eric Solieri (batteria).
Durante la serata Red Ronnie ha trasmesso alcuni video d’epoca ed anche un videosaluto inviato per l’occasione da Vasco Rossi.
Questa la scaletta proposta:
Tanto è lo stesso
C’è chi nasce donna
Sai qual è la verità/Bambolina
Dormi dormi
Alzati la gonna
C’è chi dice no (con Ilaria Argiolas)
L’intervista a Maurizio Solieri
Maurizio, come è nata l’idea di queste ristampe e come l’avete accolta?
Un anno e mezzo fa mi arriva una mail dalla Sony Music con la quale mi avvertivano che sarebbero usciti, ristampati, gli album della Steve Rogers Band. È stata una cosa lunga, solo un mese fa ho saputo che il 28 di novembre sarebbero stati pubblicati ufficialmente. Ha fatto molto piacere a tutti noi, sono dischi belli, che ci ricordano un periodo irripetibile, siamo molto contenti.
Come è nata invece la partecipazione al programma di Red Ronnie?
È stata una cosa abbastanza improvvisata, abbiamo fatto quello che si poteva fare. È stata una bella serata, con tutti i vecchi filmati, rivederli ci ha fatto molto piacere, è stato molto divertente. Due o tre mesi fa Red Ronnie mi aveva chiamato e proposto di andare nel suo programma con gli altri della Steve Rogers Band per fare qualche pezzo. In quel periodo però il Gallo aveva dei problemi, quindi abbiamo rimandato. Così siamo andati nel periodo giusto, corrispondente con la pubblicazione dei dischi.
Come avete scelto i pezzi da suonare?
Alzati la gonna e Bambolina le dovevamo ovviamente fare. L’idea del medley di Sai qual è la verità e Bambolina è venuta a Mimmo Camporeale. La prima l’ho dovuta reimparare, non la suonavo almeno da una quindicina d’anni. C’è chi nasce donna, invece, l’ho proposta io, perché è un pezzo che mi è sempre piaciuto molto. Ci siamo trovati, abbiamo fatto tre ore di prove due giorni prima e poi siamo andati da Red Ronnie.
La sorpresa è stata la presenza di tuo figlio Eric alla batteria…
Ho chiamato Beppe Leoncini, ma mi ha risposto che non suona più. Eric ha 20 anni ed è molto bravo. Ha suonato la batteria in tutte le canzoni di Resurrection, il mio ultimo disco, uscito nel 2022. Lo scorso anno ha poi suonato con noi in occasione di diverse serate. Oltre a me c’erano il Gallo e Cucchia ed è piaciuto molto anche a loro. Eric è un batterista giovane, che suona molto bene. Ha il groove tipico del rock fatto bene e una grande energia. È la scelta migliore. Però gli dico sempre: «Calma, perché io alla tua età suonavo in parrocchia».
Questa reunion resterà un episodio isolato o i fan possono sperare di rivedervi anche dal vivo?
Abbiamo avuto una bella risposta da parte dei fan a seguito del programma. Ora escono i dischi, che è la cosa fondamentale. Poi vedremo, magari con un po’ di promozione, se ci sarà l’interesse da parte del pubblico di rivederci dal vivo. Noi speriamo di sì, ovviamente non per fare decine e decine di concerti, ma qualche bella data per ritirare fuori un repertorio di brani che piacciono molto.
Rispetto agli album della Steve Rogers Band, hai un disco preferito o al quale sei più legato?
In tutti e quattro ci sono dei bellissimi pezzi, ma quelli che preferisco sono il primo e l’ultimo, I duri non ballano e Sono donne. Però anche Alzati la gonna è molto bello.
Sono passati quasi quarant’anni, ripensandoci oggi: era inevitabile la separazione da Vasco?
Alzati la gonna è un disco che ha avuto un grande successo e c’era la voglia di fare delle cose nostre. Massimo era quello che spingeva di più, voleva essere il cantante solista. Si poteva però continuare a suonare con Vasco, anche perché all’epoca non faceva tour tutti gli anni. Potevamo fare concerti come Steve Rogers Band negli anni in cui Vasco si fermava. Siamo stati un po’ superficiali in quell’occasione, anche perché Guido Elmi si era staccato da Vasco e abbiamo voluto dargli una mano. Però si poteva continuare a lavorare con Vasco e fare le nostre cose.





































