Put Your Soul on Your Hand and Walk

Un diario elettronico della guerra a Gaza

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Put Your Soul on Your Hand and Walk
di Sepideh Farsi
con Sepideh Farsi, Fatima Hassouna

Mentre promuove il suo film Siren, dopo il 7 ottobre la regista dissidente iraniana Sepideh Farsi vuoleinformazioni sulla situazione a Gaza: nell’impossibilità di entrare a Gaza dall’Egitto passando per Rafah, ottiene un contatto on line con la giovane fotografa palestinese Fatima- Fatma- Hassouna. Non hanno la stessa idea dell’Islam, la Farsi è in conflitto con il governo iraniano, Fatma ritiene che l’intervento di Hamas sia un modo di dare speranza ai palestinesi. È uno strano rapporto: Fatma non può uscire dalle strade in guerra, Sepideh non può entrare, Fatma è giovane e all’apparenza sempre allegra, Sepideh potrebbe essere sua madre, ed molto meno fiduciosa per il futuro, Sepideh ha girato il mondo, Fatma vorrebbe tanto farlo. Insieme fanno un film basato sui video dei dialoghi telefonici, sulle confidenze, sui ricordi, sul cibo che manca, sulle foto e le poesie di Fatma: Sepideh riprende se stessa e Fatma per come appaiono mentre parlano al cellulare. Il diario della guerra è un dialogo elettronico tra due generazioni di donne. Quando Sepideh annuncia a Fatma che il loro film è stato accettato a Cannes ecco che  Fatma e tutti i membri della sua famiglia muoionodurante un bombardamento. Il titolo, “Prendi la tua anima in mano e cammina”, viene da una frase che Fatma usa per descrivere il suo stato d’animo quando esce di casa.

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