Woody Allen, il re della commedia, compie 90 anni

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Woody Allen

Oggi compie 90 anni Woody Allen. Autore amatissimo, finito anche nell’occhio del ciclone per fatti extra cinema, ha lasciato un segno fondamentale nella storia della settima arte ed ancora non ha intenzione di appendere il ciak al chiodo, visto che per il prossimo anno è prevista l’uscita di un suo nuovo film, girato a Madrid, con il titolo provvisorio di Wasp 2026.

Gli esordi

Woody Allen (Heywood Allen all’anagrafe) nasce a New York il 30 novembre 1935. Inizia a lavorare come scrittore, fa il suo debutto in piccoli teatri e night club e poi arriva a Broadway, trampolino di lancio per il cinema.

Nel 1965 scrive soggetto e sceneggiatura di Ciao Pussycat, film che lo vede anche debuttare come attore al fianco di Peter Sellers, Peter O’Toole e Romy Schneider. L’anno dopo, con Che fai, rubi?, firma la sua prima regia. Il film è un remake del giapponese Kokusai himitsu keisatsu: Kagi no Kagi, diretto da Senkichi Taniguchi.

Il primo vero film firmato in toto da Woody Allen è Prendi i soldi e scappa del 1969. È il Woody Allen prima maniera, quello dello slapstick, che si ispira alle vecchie comiche e al cinema americano degli anni d’oro.

Nello stesso filone vanno ricordati anche Il dormiglione (1973) e Amore e guerra (1975). Un discorso a parte merita Provaci ancora, Sam, film del 1972 in cui Allen è l’attore principale, mentre Herbert Ross firma la regia. Con questi film Woody diventa una stella di prima grandezza.

La svolta di Io e Annie

Nel 1977 esce Io e Annie, il film con il quale Woody Allen dà una svolta alla propria carriera, ma non solo. Crea infatti un nuovo modo di fare commedia, che a ben pensarci è la commedia che ancora oggi viene prodotta. Al centro di Io e Annie ci sono le dinamiche di coppia, un linguaggio contemporaneo e l’ironia tagliente verso l’alta borghesia di New York, un mondo che il regista conosce benissimo.

A sorpresa, l’anno dopo, Allen firma soggetto, sceneggiatura e regia di Interiors, film ispirato al cinema di Ingmar Bergman, nel quale non compare come attore. La presenza di Diane Keaton, attrice protagonista di Io e Annie, non basta al pubblico, che resta spiazzato di fronte ad un film lontanissimo dalle aspettative. Interiors è un film drammatico, molto bello, ma che rappresenta per certi versi un “passo falso” nella carriera di Woody Allen.

Il film che tutti aspettano (e sperano) di vedere esce nel 1979. Si intitola Manhattan ed è un capolavoro senza tempo. Girato in bianco e nero in segno di omaggio nei confronti dei grandi maestri che ha sempre amato, ripresenta al pubblico un modo di fare commedia moderno, con un’ironia spigolosa verso la borghesia del tempo.

Ancora una volta il tema portante è quello del rapporto di coppia, visto sempre da un’angolazione personale. Basti pensare che nel film Woody Allen, che all’epoca aveva 44 anni, ha una relazione con una ragazza giovanissima, interpretata da Mariel Hemingway.

Gli anni ’80 sono un decennio ricco di soddisfazioni per Woody Allen. Dopo Stardust Memories (1980), omaggio all’amato Federico Fellini, che si ricorda anche per la prima apparizione sul grande schermo di Sharon Stone, Allen firma una serie di commedie di grande successo.

Il suo capolavoro di quel periodo è probabilmente Zelig (1983), un mockumentary (finto documentario) con effetti speciali all’avanguardia per l’epoca. Dello stesso decennio è anche La rosa purpurea del Cairo (1985), film che lo stesso Allen ha più volte dichiarato essere tra quelli a cui è più affezionato.

Match Point

In Crimini e misfatti (1989), Woody Allen aveva mescolato thriller e commedia. Nel 2005, con Match Point, va oltre e firma un film che è dichiaratamente un thriller puro. Settantenne Allen dà così una nuova svolta alla sua carriera con un film apprezzato in ugual modo da critica e pubblico.

L’attrice principale è Scarlett Johansson, con la quale farà poi altri film negli anni successivi. In realtà, per quello che è il suo primo film “londinese”, Allen aveva inizialmente pensato a Kate Winslet. I due avrebbero lavorato insieme solo molti anni dopo, nel 2017, in La ruota delle meraviglie – Wonder Wheel, film che segna anche l’inizio della collaborazione con Vittorio Storaro come direttore della fotografia.

Match Point rappresenta l’inizio di una nuova fase nella carriera di Woody Allen. Qualche film è “rigettato” da una parte dei fan, altri ottengono un enorme successo al botteghino, come Midnight in Paris (2011), uno dei maggiori incassi di sempre per l’artista di New York. Ed altri ancora vanno semplicemente ricordati come ottimi film. È il caso, ad esempio, di Basti che funzioni (2009) e Blue Jasmine (2013).

Gli Oscar

Nella sua lunga carriera Woody Allen ha ottenuto 24 candidature all’Oscar e per quattro volte si è portato a casa la statuetta. Io e Annie (premiato anche come miglior film) gli ha fruttato l’Oscar nel 1978 per la miglior regia e la miglior sceneggiatura originale; nel 1986 ha poi vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale per Hannah e le sue sorelle e lo stesso premio lo ha vinto anche nel 2012 per Midnight in Paris.

Il rapporto di Woody Allen con la Notte degli Oscar è però sempre stato molto particolare. Per anni ha infatti snobbato la cerimonia, in quanto programmata di lunedì, sera che ha sempre dedicato ai concerti e al suo amato clarinetto. Si è però presentato in sala dopo la tragedia dell’11 settembre e non poteva essere altrimenti, visto che di New York, città duramente colpita, Woody Allen è sempre stato uno dei simboli nel mondo.

Woody Allen e le donne, tra cinema e realtà

Woody Allen è stato il regista di quasi tutti i suoi film, ma in diverse occasioni si è cimentato anche solo come attore. È il caso ad esempio di due pellicole da ricordare, come Il prestanome (1976) di Martin Ritt, dedicato alla Hollywood degli anni neri del maccartismo, e Storie di amori e infedeltà (1991) di Paul Mazursky, con Bette Midler.

Una caratteristica da sottolineare del suo cinema è poi quella dei ruoli femminili. È indubbio infatti che Allen abbia “regalato” alle sue attrici alcune delle parti più belle ed iconiche della storia della commedia e più in generale del cinema. La sua scrittura ha dato corpo e volto a donne forti, quasi sempre “migliori” agli uomini che facevano loro da contraltare nei film.

Nella vita, invece, i due grandi amori di Woody Allen sono state due attrici, Diane Keaton e Mia Farrow. Con la prima ha continuato a lavorare anche dopo la fine della relazione ed è rimasto in ottimi rapporti fino alla sua scomparsa, avvenuta lo scorso 11 ottobre. Con la seconda, invece, la separazione è stata decisamente più burrascosa.

Molto ha fatto discutere il successivo matrimonio di Woody Allen con Soon-Yi Farrow Previn, figlia adottiva proprio di Mia Farrow, di 35 anni più giovane del regista. Nulla di illegale, sia chiaro, ma certo la relazione ha suscitato in molti qualche perplessità etica.

Ben più gravi sono state le accuse di molestie mosse al regista da Dylan Farrow, bambina che il regista aveva adottato insieme a Mia Farrow. Dalle accuse Woody Allen è stato assolto in due processi, celebrati in due diversi Stati degli USA.

Una macchia però è rimasta e buona parte di Hollywood negli anni gli ha voltato le spalle, anche rinnegando il lavoro in comune. Con qualche eccezione. La già citata Diane Keaton gli è sempre rimasta vicina ed Cate Blanchette, Oscar come miglior attrice nel 2014 per Blue Jasmine, non gli hai mai voltato le spalle.

Se la vita privata di Woody Allen è controversa ed è lecito avere opinioni diverse, la grandezza dell’artista è invece indiscutibile. Nel giorno del suo 90° compleanno, gli amanti del cinema non possono che ricordare con affetto i tanti capolavori sfornati negli anni da questo autore così originale e unico.

(articolo di Marco Pagliettini e Massimo Santimone)

Redazione
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