Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo portano in tour “Il dominio della luce”: l’intervista

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roberto angelini rodrigo d'erasmo
foto: Annapaola Martin

Un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica d’autore: Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo sabato 6 dicembre (ore 21.30) portano sul palco dell’Auditorium Vivaldi di Cassola il loro nuovo e visionario progetto Il dominio della luce, con l’apertura affidata a Tenshi. L’evento è organizzato dall’associazione Uglydogs, punto di riferimento nel territorio bassanese per la musica indipendente.

Con la loro sensibilità unica e la profonda intesa maturata in anni di collaborazione, Roberto Angelini (voce, chitarre) e Rodrigo D’Erasmo (violino, elettronica) offriranno al pubblico un’esperienza dal forte impatto emotivo, sospesa tra poesia e suono, luce e introspezione.

Dopo anni di intensa collaborazione e di profondo lavoro sulla musica di Nick Drake, al quale hanno dedicato nel 2005 il disco tributo PongMoon,  Angelini e D’Erasmo tornano insieme con un progetto inedito e corale, edito da Woodworm/Wudz Edizioni.

Il dominio della luce è molto più di un album: è un dialogo artistico e filosofico sul concetto di luce nei tempi oscuri che stiamo vivendo. Un viaggio musicale strumentale e poetico, una sorta di colonna sonora di un film immaginario, accompagnato da un libro collettivo che raccoglie i contributi di autori, musicisti, filosofi e artisti tra i più significativi del panorama contemporaneo: da Vasco Brondi a Francesca Mannocchi, da Tommaso Di Dio a Filippo Timi, fino a Telmo Pievani, Chiara Gamberale e Antonio Rezza, con prefazione di Marco Mottolese e illustrazioni del grande Gianluigi Toccafondo.
Qui tutte le info dettagliate sul progetto e il link per l’acquisto.

L’intervista

Abbiamo raggiunto telefonicamente Rodrigo D’Erasmo per un’intervista sul progetto Il dominio della luce e i relativi concerti che lo porteranno a girare l’Italia insieme a Roberto Angelini per i prossimi mesi.

Come nasce l’idea de Il dominio della luce e che cosa rappresenta per voi questo titolo?

Il progetto è nato un paio d’anni fa, quando abbiamo deciso di mettere finalmente su un disco il lavoro di tanti tanti anni di collaborazione mia e di Roberto.

Abbiamo capito che era arrivato il momento di liberarci dal tributo e dal grande amore che condividiamo per Nick Drake e provare a fare un album tutto nostro. Con Il dominio della luce abbiamo voluto suggellare questa unione anche dal punto di vista creativo, e non solo di riproposizione, arrangiamento o rievocazione della musica di Drake.
Però poi, quando abbiamo chiuso le registrazioni dell’album e abbiamo capito di avere un bel disco in mano, non ci bastava quello. Ci è sembrato un po’ poco in questi tempi in cui, almeno dal nostro punto di vista, bisogna dare un senso a un’operazione discografica, piuttosto che buttare fuori del materiale in un mercato che è già più che saturo.

Allora abbiamo immaginato di rendere questo progetto un po’ più sfaccettato, e di ampliarne la sua fruizione. Sia per chi avrà voglia di approfondire il lavoro che abbiamo fatto, ma anche come esperienza personale per noi due.
Ci siamo regalati un’esperienza molto più profonda, complessa, completa e intensa, coinvolgendo tutta una serie di autori per elaborare assieme il concetto del dominio della luce. L’abbiamo fatto per cercare di dare un senso a questo dominio che ci auspichiamo, visto che in questo periodo la luce non se la passa molto bene, dato che a livello geopolitico e culturale stanno vincendo le tenebre.

Siccome pensiamo che questa musica sia permeata, invece, da una sua luce molto intensa, volevamo accompagnarla con parole altrettanto luminose e provare ad accendere qualche luce. Prima di tutto sul nostro percorso e, auspicabilmente, anche sul percorso di chi avrà voglia di intercettare questo lavoro.

Hai fatto accenno alla parte letteraria. Come è stato lavorare a un progetto che è al tempo stesso musicale, letterario e anche visivo?

È stato estremamente stimolante e sfidante. Devo dire che dal momento in cui abbiamo innescato questa macchina e in qualche modo lanciato questa piccola provocazione ai tanti amici e amiche che hanno lavorato insieme a noi a questo progetto, è stato da subito accolto molto bene da tutti.
È diventata una fabbrica di idee condivisa e devo dire che ci ha confermato quello che pensiamo entrambi: fare i progetti condivisi, collettivi, condividerne la gioia e la ricerca è molto più divertente, stimolante e affascinante che fare le cose da soli.

Avete definito la parte musicale come la colonna sonora di un film immaginario. Che immagine o atmosfera avevate in mente o volevate suscitare nell’ascoltatore mentre componevate e registravate questa musica?

In realtà le immagini sono tante. Nel momento in cui scrivevamo, credo che sia io che Roberto avessimo in mente ognuno una serie di panorami, sia emotivi che geografici, che sono un po’ il frutto di tutti i viaggi fatti assieme e non in questi anni.
La forza del potere della creatività e in particolare della creatività in musica, che non ha nemmeno il vincolo della parola né della lingua, è quello di poter veramente proiettare la tua musica in qualunque scenario.

Ti faccio un esempio: ora sto portando a teatro un altro progetto con Francesca Mannocchi, una nota giornalista e reporter di guerra. Due dei brani del disco, scritti da me alla chitarra, li sto suonando anche lì, dove sono da solo, senza Roberto.
Uno è accompagnato da delle immagini bellissime sia di paesaggi che di volti di persone, soprattutto di bambini afghani. Un altro, invece, accompagna delle immagini della Palestina. Sono quindi due brani molto dolenti, ma all’epoca, mentre li scrivevo, non pensavo né all’Afghanistan né alla Palestina. Poi, però, si sono andati ad appoggiare a due territori di guerra e ne hanno in qualche maniera amplificato la forza espressiva, emotiva ed evocativa.

Credo che questa musica avrà ancora tante possibili declinazioni future, e te lo dico anche perché sta veramente accadendo: ci hanno già chiesto di poter utilizzare alcuni dei brani, anche se non posso ancora svelare in quali progetti perchè è tutto in lavorazione.
Quindi quello che immaginavamo sta effettivamente accadendo, perchè è musica potenzialmente applicabile alle immagini e alle parole, che siano immagini dipinte o illustrate, ma anche in movimento. Quindi sicuramente Il dominio della luce avrà una sua vita cinematografica, anche lontana da quelle che poteva essere la nostra immaginazione.

E in una delle sue tante vite c’è anche quella live che porterete in giro in tutta Italia nei prossimi mesi. Quella come l’avete pensata?

Nei live cercheremo di restituire un po’ tutto il senso di questo progetto collettivo e condiviso. Abbiamo cercato di creare un dispositivo che unisca le tre discipline messe in campo, non avendo la possibilità di portarci dietro un pulmino con tutti i nostri amici e amiche autori.

Insieme a me e Roberto si è aggiunta una giovanissima e graditissima presenza: Gabriele Angelini, in arte Tenshi. Come dice il cognome, che non mente, è il figlio di Roberto, ed anche lui è un bravissimo musicista, producer e artista. Io lo adoro come pianista, e in questo tour ricopre prevalentemente questo ruolo: nel disco ci sono molti colori di pianoforte, quindi Gabriele ci aiuterà a restituire alcune atmosfere un po’ più fedelmente rispetto al disco.

Porteremo anche tutte le immagini che ha dipinto per noi Gianluigi, che faranno da fondale a questo spettacolo. L’idea di disegno luce è molto semplice, e racconta una sorta di ciclo di una giornata dall’alba al tramonto.

Inoltre, grazie a un’idea di Bob, avremo un oggetto un po’ vintage, ovvero un registratore a cassetta Tascam a quattro tracce. Lì sopra abbiamo messo, come si faceva quando eravamo ragazzini, su ognuna di queste cassettine la voce di alcuni degli autori. Quindi portiamo in viaggio con noi Paolo Nori, Antonio Rezza, Sandro Bonvissuto. Inoltre ci saranno anche persone che non hanno scritto nel libro ma ci hanno regalato le loro voci, come Isabella Ragonese che legge il testo di Fabio Peri, Margherita Vicarico che legge il testo di Telmo Piovani, o Vasco Brondi che legge Pasolini.

Insomma, portiamo un po’ di contenuti letterari, di voci, sonorizziamo dal vivo, e il tutto unito alle immagini di Gianluigi, quindi cercheremo di restituire il più possibile la complessità e l’unitarietà del progetto.

Un modo per portare dal vivo questo lavoro nella sua interezza e non solamente il suo lato musicale. Quindi cosa sperate che il pubblico si porti a casa, dopo aver assistito a questo spettacolo?

Il pubblico farà sicuramente un lavoro di immersione, e poi c’è anche tanto spazio per la fantasia. Ovviamente nei momenti in cui entra la parola, quella cattura inevitabilmente l’attenzione, richiede un certo tipo di concentrazione e ti prende uno spazio importante.
Parallelamente a quello c’è il fatto di poter guardare i dipinti proiettati o anche chiudere gli occhi e andarsene nel proprio viaggio solo con la musica.

È esattamente come ci immaginavamo il progetto e come lo abbiamo realizzato anche dal punto di vista editoriale: se uno vuole il disco se lo può ascoltare e basta, oppure può leggere il libro mentre lo ascolta, ma può anche sfogliare le immagini e viaggiare all’interno di esse ascoltando la musica.

Credo che questo sia anche quello che può accadere nel concerto. Infatti nelle prime tappe che abbiamo fatto finora ho percepito da parte del pubblico molta voglia di lasciarsi andare. Da una parte l’avere uno spazio per sé, per poter godersi una musica fantasticando e per l’appunto creando un proprio film immaginario. Dall’altra ho notato anche il bisogno di essere stimolati su più fronti e non in maniera troppo piatta, troppo bidimensionale come spesso accade.

Le informazioni per il prossimo concerto, a Cassola (VI), il 6 dicembre

Biglietti:
Prevendita: 20 euro (+ diritto di prevendita) su Dice.
In cassa la sera dell’evento: 25 euro (in caso di disponibilità residua).

Ingresso riservato ai soci Uglydogs 2025 (costo della tessera 5 euro, valida anche per il 2026)

Venue: Auditorium A. Vivaldi – Via Monte Oro, 1 – Cassola (VI)

Informazioni: ti.sgodylgu@ofni – https://www.uglydogs.it/it

Uglydogs è un’associazione di promozione sociale con sede a Mussolente (VI) che da una decina di anni concentra la propria attività sull’organizzazione di concerti ed eventi musicali nel territorio di Bassano del Grappa.
Il direttivo dell’associazione è composto da un gruppo di persone accomunate dalla passione per la buona musica e dalla volontà di offrire al territorio eventi che rispondano ai requisiti di qualità e, quanto più possibile, originalità.
A partire dal 2017 si contano quasi 80 eventi organizzati, con molti importanti artisti della scena musicale indipendente italiana e internazionale, ai quali sono da aggiungere molti concerti che hanno visto protagonisti musicisti e gruppi emergenti.

Il calendario completo del tour

6 dicembre – Cassola (VI), Auditorium Vivaldi
18 dicembre – Palermo, Spazio franco
19 dicembre – Catania, Teatro Coppola
20 dicembre – Siracusa, Sonica
11 gennaio – Asti, Diavolo rosso
14 gennaio – Berlino, Oblomov
24 gennaio – Longiano (FC), Teatro Petrella
31 gennaio – Milano, Teatro Oscar
1 febbraio – Roma, Monk
7 febbraio – Napoli, Auditorium Novecento

Per ulteriori informazioni: Gemma Concerti

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