Dal 28 novembre 2025 è disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale e in vinile Santamante (Dischi Soviet), l’omonimo disco d’esordio della band.
L’album dei Santamante è un’esplorazione sonora che attraversa le zone più oscure e luminose dell’esperienza emotiva, tessendo insieme elementi di passione, ribellione, dolore e redenzione. La voce si fa strumento potente, capace di mettere a nudo ferite e desideri, mentre le chitarre e i sintetizzatori costruiscono ambientazioni sonore ricche di tensione e suggestione. Le batterie, costanti e decise, sono il cuore pulsante che sostiene un flusso emotivo denso e a tratti travolgente. La band continua a esplorare e ridefinire il proprio linguaggio musicale, dando forma a un intreccio in cui voce e strumenti si fondono in un unico flusso narrativo. L’album è un’esperienza collettiva e viscerale: un nodo sonoro e narrativo che affronta le contraddizioni dell’esistenza abita l’ambivalenza dell’essere e trasforma la sofferenza in forza creativa.
L’intervista
Abbiamo raggiunto la band per farci raccontare la nascita del progetto Santamante, le canzoni dell’album e il tour in partenza. Eccovi la nostra intervista.
Com’è nato il progetto Santamante?
Santamante nasce dall’incontro tra Xabier Iriondo e Gino Sorgente, due mondi sonori che hanno cominciato a dialogare tra chitarre, percussioni elettroniche e campionamenti.
Da quel primo scambio sono emersi i primi spunti e tensioni, e presto si sono uniti Paola Micieli con voce e testi e Davide Andreoni con synth, basso e organo.
Il nome del progetto prende ispirazione dal brano Amante Santa, un pezzo centrale che incarna la tensione e la complessità che attraversano tutto il disco. La canzone rivendica un’identità che non si lascia rinchiudere in ruoli o definizioni semplici, imponendosi come una presenza potente e contraddittoria che chiede di essere vista nella sua interezza. È insieme confessione e sfida: una dichiarazione ambigua e quasi sacrilega, dove si mescolano amore e perdita di sé, venerazione e rabbia, luce e ombra.
Amante Santa rappresenta il cuore poetico e tematico del disco, un richiamo continuo alla convivenza di opposti che si attraggono e si scontrano, all’interno di un’identità forte, autentica e in continuo divenire.
Avete definito questo disco “spigoloso e tagliente”, privo di smussature. Per voi cosa significa oggi creare un suono che non cerca di essere accomodante?
Significa raccontare le nostre emozioni e le nostre urgenze senza mediazioni.
Il disco affronta dubbi, contraddizioni e tensioni interiori con un linguaggio diretto, dove le melodie possono ferire, scuotere o sorprendere. È un invito alla verità, senza compromessi, un suono che non cerca di piacere a tutti ma di entrare in contatto con chi è disposto ad ascoltare davvero.
Ognuno di voi arriva da percorsi molto diversi. In che modo questa diversità ha influenzato la costruzione del disco e la vostra identità collettiva?
La diversità di esperienze e sensibilità è stata il motore del disco. Non si tratta di mediare o appianare le differenze, ma di farle dialogare, creando un linguaggio comune.
Il risultato è un suono coerente, riconoscibile e potente, dove la somma delle individualità dà vita a qualcosa di nuovo, che vive di tensione e armonia allo stesso tempo.
Dite che questo album è un “grido di resistenza”. A che cosa volete “resistere” oggi, come artisti e come persone?
Resistiamo alla superficialità e alla normalizzazione di emozioni complesse. Resistere significa restare fedeli alla propria urgenza espressiva, non smussare la complessità della vita e raccontarla con intensità.
I testi affrontano caos, ferite e dubbi interiori, e la musica ne amplifica la forza, trasformandola in energia e tensione che non si lascia addomesticare.
State per presentare il disco dal vivo con una serie di live. Cosa deve aspettarsi chi verrà ai vostri concerti?
Il live è la dimensione in cui il disco prende corpo e respira. Ogni brano diventa fisico e viscerale, un dialogo diretto tra suono e pubblico. Chi verrà troverà atmosfere intense, momenti di tensione e fragilità, energia condivisa: non si tratta solo di ascoltare, ma di sentire la musica dentro di sé.
Questo è il vostro esordio come Santamante. Che futuro immaginate per il progetto dopo questo primo capitolo? Questo disco è un punto di arrivo, un punto di partenza o una dichiarazione di intenti per tutto ciò che verrà dopo?
Santamante è un punto di partenza e una dichiarazione di intenti. Abbiamo tracciato una direzione chiara, oscura e sincera, ma il percorso resta aperto.
Vogliamo continuare a sperimentare, crescere e confrontarci con nuove idee, restando fedeli a ciò che ci muove e alla forza emotiva che ci ha portato fin qui.
Il tour
La band presenterà dal vivo il nuovo disco Santamante con una serie di concerti carichi di energia e intensità. Queste le prime date confermate:
5 dicembre – Viareggio (LU) – G.O.B.
6 dicembre – Firenze, Glue
7 dicembre – Rosà (VI), Glue
8 gennaio – Milano, Biko Club
10 gennaio – Piove di Sacco (PD), Officina19
Il calendario è in continuo aggiornamento. Tutte le info qui.
La tracklist di Santamante
1. Vivere nella mia testa
2. Amante santa
3. Facciamo piano
4. Corpi su corpi
5. Amarti per sempre
6. Vai o non vai
7. Carne nuda
8. Sfiori
9. Coperta di vetri
10. Terra bruciata






































