L’evento è organizzato dal Museo Nazionale del Risorgimento e dal Museo Nazionale del Cinema
La manifestazione è un percorso cinematografico che esplora, attraverso epoche e culture diverse, le rappresentazioni della ribellione, del banditismo e della violenza “fuori legge”, restituendo al pubblico un racconto corale e multiforme di uno dei temi più controversi della modernità.
La rassegna inizia venerdì 5 dicembre, ore 20.30, con Il dio nero e il diavolo biondo (Brasile 1964) di Glauber Rocha con l’introduzione a cura di Bruno Surace. Manuel e Rosa, due miserabili braccianti, fuggono dopo aver ucciso il loro padrone e si uniscono a una banda di cangaceiros guidati da “Diavolo biondo”. Al suo secondo lungometraggio Glauber Rocha firma un film sulla rivoluzione dei contadini oppressi dai grandi proprietari attraverso un racconto dal ritmo sincopato, tra cinema e teatro. Segue martedì 9 dicembre, ore20.30, Gangster story (Usa 1967) di Arthur Penn, introduzione a cura di Mariapaola Pierini. Bonnie, una cameriera e Clyde, rapinatore di banche, iniziano la loro carriera criminale nell’America della Grande Depressione inseguiti dalla polizia per tutto il Paese. Pur essendo eroi perdenti, i due diventano un mito per tutti i diseredati inferociti contro le classi dominanti che li affamano.
Il 16 dicembre, ore 20,30, tocca a Il mucchio selvaggio (Usa 1969) di Sam Peckinpah con l’introduzione a cura di Giaime Alonge. Al confine messicano durante la rivoluzione di Pancho Villa, un gruppo di banditi accetta di depredare per denaro un carico di armi destinate ai ribelli. Il colpo riesce ma uno dei malviventi, scoperto mentre nasconde una cassa del prezioso carico, viene torturato e ucciso. I suoi compagni decidono di vendicarlo a prezzo della loro vita.
Infine il cartellone propone per venerdì 19 dicembre, ore 20.30, con introduzione di Riccardo Fassone, Once Upon a Time in China (Hong Kong 1991) di Tsui Hark. Nella Cina della fine del XIX secolo visse un uomo, Huang Fei Hong, maestro di arti marziali, uomo gusto e buono, che difese il suo popolo dai soprusi dei colonialisti britannici.




































