Lights And Shades Of Mine… In Vocalese! è un vero e proprio omaggio alla voce e a quel particolare stile canoro jazzistico, denominato vocalese, nato negli anni 40 con Eddie Jefferson e reso popolare nella decade successiva dai King Pleasure e dal trio Lambert, Hendricks & Ross, fino alle più recenti proposte dei Manhattan Transfer. Questo jazz vocale prevede che le parole si adattino a temi in origine strumentali, in particolare come trascrizioni delle più famose improvvisazioni.

«Si propose come ponte tra la complessità delle improvvisazioni strumentali e la immediatezza insita nella parola», specifica Chiara Ceo nelle note di copertina del cd. «La Voce, essenza della nostra persona, può tutto. Colui che pratica l’arte canora possiede anche il dono della parola, una forza che assieme al potere emozionale della musica, crea una combinazione magica e intensa che raggiunge l’ascoltatore in modo diretto e completo. Tutto ruota attorno alla Voce, ai suoi colori, alle sue luci ma anche alle sue ombre, che prendono forma attraverso la fusione delle armonie generate dalla vibrazione delle corde degli strumenti a tastiera e le melodie delle improvvisazioni vocali, che divengono vere e proprie composizioni inedite. L’idea allora si espande contemplando il dualismo di luce e ombra che ci definisce. Questo album è un invito ad abbracciare ogni parte di noi stessi, ogni dettaglio, ogni nota; è una celebrazione della Voce come mezzo per scavare tra gli abissi della nostra anima.»

Chiara Ceo del gruppo a cappella Mezzotono firma il suo primo album con il contributo determinante del pianista Carlo Maria Barile, solista classico di organo, piano e clavicembalo che ha suonato in mezzo mondo e che la accompagna in tutti gli otto brani, che sono celeberrimi standard jazzistici, a cominciare dalla celebre Dolphin Dance di Herbie Hancock che diventa l’inno alla tutela dell’ambiente A Change For Nature, tutto giocato sul contrasto delle terzine vocali e sul gioco dei due pianoforti. L’altro è affidato a Mario Rosini, che sfiorò la vittoria a Sanremo 2004 con Sei la mia vita e che di Ceo è stato insegnante di canto jazz al conservatorio e mentore nel Duni Jazz Choir.

Rosini è presente – insieme a Barile all’organo Hammond – anche in Humpty Dumpty, il brano cardine dell’album The Mad Hatter di Chick Corea, che la cantante riporta nell’atmosfera di Alice In Wonderland semplificandone le armonie più complesse ed esasperandone la mutevolezza delle dinamiche. Ancora l’Hammond è protagonista di un “duello” con i vocalizzi e le parole di Ceo nel veloce e swingante The World Stop dedicato al febbraio 2020 (inizio in Italia della pandemia di covid) e ripreso dal brano 26-2 di John Coltrane, e del Valse Hot di Sonny Rollins, che diventa una canzone dal sapore invernale, con i vocalizzi percussivi e il nuovo testo di Ceo ispirato a una Honeymoon.

Chiara Ceo e Carlo Maria Barile

Il pianoforte è raffinato compagno della voce in You Loved Me, che rende Time Remembered di Bill Evans con un magnifico inizio a cappella insieme a Paola Arnesano (altra insegnante di Chiara, che ricordiamo a lungo con le magnifiche Faraualla) e poi con un canto emozionante dedicato al «nonno Giacinto e alle sue amate montagne, simbolo eterno di valori, che, nonostante i tempi che cambiano, rimangono vividi e ispiratori». E ancora negli ultimi tre brani: la ballad delicata e sognante The Little Mermaid (da Sea Lady di Kenny Wheeler), la raffinata bossa nova Fotografia del gigante Tom Jobim con il nuovo testo in italiano Piccole Cose scritto da Ceo e lo standard evansiano senza tempo Waltz For Debby con il testo in vocalese che è una dichiarazione d’amore, A Life For Music.

Lights And Shades Of Mine… In Vocalese! (Dodicilune/IRD) è un disco che la protagonista, e non solo lei, potrà utilizzare molto nel suo lavoro da didatta, magari presentandolo con le parole di una celebre canzone di Mina: «Brava! Brava! Sono tanto brava! Brava! Sono tanto brava, faccio quasi tutto con la voce, sembro un usignolo, sì!»

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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