Ieri sera l’Atlantico Live di Roma è esploso con l’energia cruda e autentica degli Zen Circus, band pisana che ha trasformato la musica live in un rito collettivo. Sold out e pubblico scatenato per una performance che ha toccato corde potenti tra ironia, rabbia e introspezione.
La scaletta ha mescolato vecchi cavalli di battaglia e i brani del nuovo album Il Male, nome che non scherza: tra chitarre ruvide e testi taglienti, Appino, Ufo e Karim hanno scavato dentro le contraddizioni del nostro tempo, esortando a guardare senza filtri ciò che spesso si preferisce ignorare.
Sul palco non è mancata la fisicità tipica del trio, cresciuto su strade e piazze prima di dominare i palchi: il pubblico è stato trascinato in un vortice di canto, pogo e condivisione. La serata è stata più di un concerto; è stata una celebrazione del rock come linguaggio vivo, capace di unire generazioni e tensioni in un unico battito collettivo.
In un inverno di concerti dal tono a volte levigato, gli Zen Circus hanno ricordato a Roma che il rock italiano è ancora sanguigno, sincero e necessario.
La scaletta del live
Il male
La terza guerra mondiale
Catene
Non voglio ballare
Vent’anni
Miao
Il fuoco in una stanza
Andate tutti affanculo
Ilenia
Vecchie troie
I qualunquisti
Novecento
Canta che ti passa
Il mondo come lo vorrei
Un milione di anni
Appesi alla luna
Caronte
Figlio di puttana
Ragazzo eroe
Meglio di niente
Non
È solo un momento
L’anima non conta
Viva





































