Un inverno in Corea

La ragazza che cercò la sua vita in una graphic novel

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Un inverno in Corea
di Koya Kamura
con Bella Kim, Roschdy Zem, Mi-hyeon Park, Ryu Tae-ho, Gong Do-yu

Il mare d’inverno, a Sokcho, Corea. In una modesta pensione arriva monsieur Kerrand (Zem) e alla reception incontra Soo-Ha (Kim). Kerrand è francese, artista della graphic novel, famoso, ha girato il mondo, assaggia gli inchiostri e annusa i pennelli, totalmente a digiuno del galateo coreano sembra brusco, quasi antipatico. Soo-Ha è una studentessa/ Cenerentola, madre coreana che lavora al mercato del pesce  e padre francese mai conosciuto, pulisce le stanze, cucina bene, non è mai uscita dal suo mondo e ha per fidanzato un modello vanesio che le propone chirurgia plastica di coppia con lo sconto (lei labbra e mento, lui zigomi e chiappe): la nuova Corea vuole così. Nella pensione c’è una donna col volto nascosto da bende postoperatorie. Soo-Ha spia Kerrand. Ogni tanto delle animazioni entrano nella narrazione: quando Kerrand dipinge, quando Soo-Ha pensa al suo corpo. Kerrand ha successo, ma non ama più quello che fa. Deve rinnovarsi. Soo-Ha è stupita e attratta: Kerrand è come il padre francese mai conosciuto, quindi per Soo-Ha un modo di rivivere l’avventura della madre. In un bagno comune i corpi di Soo-Ha e della madre si sovrappongono allo specchio. Ed è sintomatico che la massima intimità tra la ragazza e il disegnatore sia una visita al museo della guerra di Corea (non fu mai stipulata la pace…). Le storie di Kerrand partono da un luogo, lui si immerge e ne imbeve come una spugna: Soo-Ha si illude e… E se un pesce volante prendesse il volo? Opera prima dal romanzo di Elisa Shua Dusapin Inverno a Sokcho

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