Due serate a Las Palmas de Gran Canaria che non si archiviano, non si chiudono in una cartella “bei ricordi”. Restano lì, vive, come un accordo che continua a vibrare anche quando le luci si riaccendono.

Ecco come si vive la musica, quando è viva, ben progettata e condivisa.
Il 12 e 13 dicembre, all’Imaginario Drinks & Music, è successo qualcosa che va oltre il concerto: un piccolo rito collettivo che ha ricordato a tutti noi perché la musica dal vivo è ancora uno spazio autentico, umano, necessario. Un luogo dove ci si guarda negli occhi e si respira insieme.
Sul palco non c’era una scaletta rigida, ma una mappa aperta. Abbiamo attraversato territori sonori diversi — punk, funk, blues, new wave — senza passaporti, seguendo l’istinto, il momento, l’energia della stanza. Ogni brano era un invito, ogni ingresso sul palco un atto di fiducia. Musicisti, cantanti, amici: uno dopo l’altro hanno trasformato quella pedana in una comunità temporanea, fragile e potentissima, come sanno esserlo solo le cose vere. Il groove è diventato linguaggio comune, l’ascolto una responsabilità condivisa. Nessuno sopra, nessuno sotto. Tutti dentro.

Da “Enjoy The Silence” a “Bad Cas Of love, da B.B. King ai Depeche Modea, passando per Sex Pistols, The Clash e Ramones, fino agli Inxs e James Brown and don’t forget Stevie Wonder!

C’erano sguardi che si cercavano per capire dove andare, sorrisi lanciati come segnali, silenzi carichi quanto le note. Momenti ruvidi e momenti eleganti, errori che diventavano stile, improvvisazioni che prendevano forma sotto le mani. La musica non come prodotto, ma come processo. Come dialogo.
Fuori, l’oceano. Sempre lì. Immenso, scuro, ipnotico.
Dentro, lo stesso respiro: potente, continuo, indomabile. Il mare sembrava entrare nel locale, infilarsi tra gli amplificatori, gonfiare i bassi, dettare il tempo. Una colonna sonora naturale che ha reso tutto più intenso, più fisico, più memorabile. Come se quelle onde stessero ascoltando anche loro.

Un grazie profondo ad Andrés Barbero e a tutto lo staff di Imaginario Drinks & Music: per l’accoglienza vera, per la cura, per la visione. Per aver creato uno spazio che non si limita a ospitare musica, ma la capisce, la protegge, la lascia accadere.

Se la Rigo Super Jam diventerà un appuntamento ricorrente, non sarà per nostalgia, ma per necessità. Perché certi incontri non si spiegano, non si replicano per strategia: semplicemente chiedono di tornare, di essere vissuti ancora, magari in forme diverse, ma con la stessa verità.

La musica fa questo, quando è onesta: unisce, crea relazioni, apre possibilità.
E ogni tanto — raramente — decide di farlo nel posto giusto, con le persone giuste, al momento giusto. E tu puoi solo ringraziare, suonare, ascoltare, e portarti a casa il rumore del mare nelle orecchie.







































