La natività celebrata questa notte sarebbe più antica e ancestrale, più pura e totale di quella professata dalle convenzioni del cattolicesimo, e smerciata in via approssimativa dai Vangeli ritenuti idonei. Ben altri Vangeli sono più ricchi di evocazione nel dirci dove posare la volontà di attesa.

Maria più che essere la “madre del signore” è innanzitutto una porta, La Porta, la soglia della coscienza universale, vas come luogo dell’accoglienza e della custodia della conoscenza profonda e lunga, lenta, priva di urgenze o di frenesie, la conoscenza come distillato umido di un sapere vasto quanto il senso stesso delle cose. Esatto contrario della fretta e dell’azione convulsa, dell’ottenimento, frenetico e immediato, Maria è attesa e maturazione priva di compulsione e, sopra ogni cosa, cessione, concessione, offerta.

Pensare unicamente al bambino nascente come al vero prezioso per l’umanità è distogliere lo sguardo dall’origine, una origine remota e insondabile, che fonda nella sua stessa insondabilità la misura del mistero irrisolvibile per la mente, quello della vita, ma accessibile unicamente e per via naturale alla vibrazione.

Per questo Maria elude il concetto stesso di deposito divino in femmina mortale, ma allarga quello del luogo della disponibilità assoluta a passaggio, attraversamento di ogni condizione, trasmutazione del fisico nell’oltre e cavità di transito dell’oltre verso il finito della carne stessa.

Maria è la Dea che dispone se stessa ad essere mediazione tra l’ultramondo ed il mondo della carne sensibile, dove l’incomprensione ed il limite puramente fisiologico della sessualità mettono barriera, quel limite posto dalla carnalità come lontana rievocazione dell’ascesa per divenire presto ricaduta orgasmica nell’insoluto e infine delusione.

Maria è invece la sostanza carnale che permette il passaggio dell’incorporeo nel vivente.

Celebrare la Natività come nascita di un piccolo re, non ha alcuna significazione compiuta, mentre assume tutta altra forma di grandezza l’accorgersi della ricevente, della trasmittente, dell’entità cava in grado di dare compiutezza al vuoto.

Maria è meraviglia del Vaso che consente tutto il possibile.

gianCarlo Onorato
gianCarlo onoratoMusicista, scrittore e pittore fuori dagli schemi, ex leader di Underground Life. Ha pubblicato i dischi: Il velluto interiore (1996), io sono l’angelo (1998), falene (2004), sangue bianco (2010, Premio Giacosa), ExLive (2014) con Cristiano Godano, quantum (2017), “quantum Edizione Extra” (2018), ha curato la co-direzione artistica del Tributo a Luigi Tenco come fiori in mare Vol. I (2001) e Vol. II, in “Sulle labbra di un altro” (2011), ed i libri: Filosofia dell’Aria (1988), L’Officina dei Gemiti (1992), L'ubbidiente giovinezza (1999), Il più dolce delitto (2007), “ex-semi di musica vivifica” (2013), La formazione dello scrittore” (2015). Ideatore del Seminario del Verbo Musicato, ha centinaia di concerti alle spalle e un disco, un tour e un nuovo romanzo nel prossimo futuro. giancarloonorato.it

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