Buen Camino
di Gennaro Nunziante
con Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari
Luca Medici fa uno che si chiama Zalone: ricchissimo e cafonissimo all’alba dei cinquanta (preparano una piramide per il suo compleanno) insegue la figlia diciassettenne scappata di casa sul “ buen camino” verso Compostela. Lei a piedi per dare un senso alla sua vita, lui in Ferrari per farci ridere, lei insofferente, lui con tutte le peggio qualità italiche. Genere “padre distratto dal consumismo insegue figlia in cerca di valori”. Di solito Zalone esaspera i suoi difetti per irritare e poi recuperare, ma è così eccessivo che lui sembra vero mentre i pellegrini in cammino verso Compostela appaiono comparse poco convinte. Le battutacce per far polemica sono già nel trailer, su misura per le nuove tifoserie: Schindler List, Gaza, l’11 settembre. Turbano? No. Suonano disinnescate. E la canzone che affianca i trailer sulla prostata enflamada che non permette d’escobar? In linea col passato e coerente con la storia dove fa capolino un catetere col suo bel serbatoio d’urina perché il nostro eroe esce da due operazioni: una alla prostata e una all’anima. Il problema è l’operazione all’anima: siamo abituati a peggio, è difficile battere la comicità tragica della cronaca e dei social. E qui c’è molta bontà diluita, natalizia, per famiglie. Si riderà? Ci si arrabbierà per il politicamente corretto o scorretto? Farà di nuovo gli incassi da record? Batterà Avatar 3? Importa?





































