Lo sappiamo, siamo fuori tempo massimo. Per un album ispirato al libro Il Natale strabilievole di Lucino Dolcifeste scritto dal giornalista – e critico jazz – Davide Ielmini presentarlo dopo la festa della Natività non ha molta logica. Eppure immaginiamo di poter essere perdonati visto che il disco in questione possiede delle qualità intrinseche e peculiari che lo rendono interessante anche in periodi differenti da quello dell’Avvento. Inoltre la seconda versione del libro, quella più recente dell’ottobre 2024, rendeva ancora più avvincenti le scorribande di questo personaggio, che diverte e coinvolge con continui colpi di scena, con un inedito capitolo dedicato alla Befana, un piccolo giallo che si infittisce pagina dopo pagina.

Già la specifica tra parentesi del titolo del cd, che recita (not only for kids), comincia a dare l’indicazione che il lavoro di Emanuele Sartoris e denominato Lucino’s Carols (Dodicilune/IRD) non è un prodotto del sottogenere “musica per ragazzi”, così come per molti versi il volume di Pietro Macchione Editore non è un “libro per ragazzi”, bensì un’opera adatta a tutte le orecchie, anzi meglio a orecchie mature e allenate all’ascolto del jazz attuale. Infatti Paolo Coggiola, docente di composizione alla Civica Scuola di Musica di Milano, ha scritto oltre 700 pagine di musica per un “musical in miniatura” eseguito da un’orchestra ridotta, ispirandosi al personaggio che vive in un mondo di neologismi avveniristici.

Non solo. Emanuele Sartoris, che dell’album è il titolare nonché l’esecutore unico al solo pianoforte, ci ha messo molto del suo, rileggendo quelle composizioni e riarrangiandole, rivisitandole secondo il suo talento di jazzista in divenire, già forgiato dalla registrazione di otto lavori come co-titolare e come leader, tra i quali citiamo almeno Téchne del 2019 con i Night Dreamers, resident band del programma tv Nessun Dorma, che l’ha visto protagonista musicale per sei stagioni a contatto con celebri artisti di vari generi musicali, e Notturni del 2021, in duo con il bandoneonista Daniele di Bonaventura.

Emanuele Sartoris e Davide Ielmini

Otto i brani di Lucino’s Carols, che Sartoris pennella con la sua formazione classica, che gli fornisce un fraseggio articolato e un tocco di rara profondità, così come un possesso della dinamica della tastiera e un’aderenza totale allo sviluppo melodico dei temi. Delicata l’apertura di Nel regno di Babbo Natale, con un intenso inizio debussyano e un’improvvisazione in raffinato crescendo ritmico. Ancora lieve e dolce, la seguente Lenzuolo a pois, mentre Da settembre a dicembre corre veloce con un ritmo che ha il sapore del funk e la voglia del Chick Corea del Rendezvous in New York. Di Restando a naso in su Sartoris dice: «senza eccessi mi sono divertito a forzare le cadenze e la ritmica, rubando dalla più nota tradizione del jazz valse». Segue una lirica descrizione de La neve danza, la neve canta con una chiara matrice classico-impressionista, in un universo palpitante che si apre come una crisalide. Se le stelle son biscotti nasce come un omaggio al cinema di Tim Burton e al compositore delle sue colonne sonore Danny Elfman per diventare un saggio jazz attuale pieno di ritmi e idee. Scorre languida e insinuante la ballad poetica Boschi d’inverno, cui segue la conclusiva Natale in cantina, la “carola natalizia” per eccellenza del cd con il suo sotterraneo clima festoso e il suo scorrere aereo fra magia e luce.

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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