Un autore che nel suo cinema ha saputo coniugare la politica, lo sport, il sociale e l’ecologia
L’aria è frizzante tra le stupende montagne dello Utah, nella terra dei Mormoni, tra cime innevate e boschi di un verde intenso. Un giovane attore californiano, alto, biondo, bello, reduce dalle fatiche dei palcoscenici di Broadway (ha appena terminato le repliche, come protagonista, della nota commedia di Neil Simon, A piedi nudi nel parco), si sta ritemprando come di consueto in questo paradiso terrestre, quando durante un’escursione in moto si imbatte, percorrendo una scorciatoia, in un posto particolarmente suggestivo, il monte Wasatch. E’ il 1963 e il ventiseienne attore si chiama Robert Redford, già affermato nei teatri di Broadway, ma non ancora scoperto da Hollywood. Affascinato da questi luoghi, verdissimi d’ estate e freddissimi d’ inverno, Redford, qui nella valle di Provo, acquista due acri di terreno che poi con il passare degli anni diventeranno oltre quattromila: una grande proprietà, comprendente una fattoria, dove spesso vive serenamente la sua famiglia, un canyon, un impianto sciistico alimentato ad energia solare, vicino al monte Timpaganos, che viene ribattezzato Sundance, “ la danza del sole”, in omaggio al celebre personaggio Sundance Kid del film Butch Cassidy, da lui interpretato nel 1969 accanto all’amico Paul Newman.
In questo posto suggestivo a qualche miglio da Salt Lake City, l’attore – regista “più intellettuale del cinema statunitense”, ha fondato nel 1981 il Sundance Institut, palestra per giovani cineasti indipendenti, desiderosi di cimentarsi nel cinema di qualità e nell’espressione libera di tematiche varie, senza essere condizionati dalla pressione commerciale, tipica dei grandi studios hollywoodiani.
Nato a Santa Monica, California il 18 agosto 1936, dopo aver esordito nel 1962 con un film durissimo nei contenuti e nel messaggio, Caccia di guerra, recita in Lo strano mondo di Daisy Clover (1965) di Robert Mulligan; La caccia di Arthur Penn (1966), con Jane Fonda e Marlon Brando; nel commovente Questa ragazza è di tutti (1966) di Sydney Pollack dall’atto unico di Tenneessee Williams e nel divertente A piedi nudi nel parco (1967) di Gene Saks, da una commedia di Neil Simon, ancora con Jane Fonda. Sono pellicole che lo consacrano come un nuovo sex symbol di Hollywood.
Uno dei film più amati dai suoi fans è Come eravamo, nel quale l’attore interpreta Hubell, rampollo bello, biondo e fortunato, appartenente all’alta borghesia bianca, che ha una storia d’amore nata in un college universitario con Kathie (Barbra Streisand), una ragazza ebrea militante nella Lega dei Comunisti. Diventato uno sceneggiatore di successo a Hollywood, Hubell non riuscirà a continuare la sua vita con Kathie. I due si separano per incontrarsi un’ultima volta a New York, mentre la sua ex compagna sta distribuendo volantini contro la bomba atomica. I due si abbracciano teneramente e capiscono di amarsi ancora, ma ormai la vita li ha separati.
Robert Redford, scomparso il 16 settembre 2025, ha rappresentato il volto dell’America liberale e progressista; un volto che ha sempre nascosto un’inquietudine ribelle contro il sistema.
I film della rassegna: Mercoledì 31 dicembre, ore 17.00 A piedi nudi nel parco; Mercoledì 31 dicembre, ore 21.45 La stangata; Giovedì 1 gennaio, ore 00.20, Come eravamo; Venerdì 2 gennaio, ore 11.00 L’uomo che sussurrava ai cavalli; Sabato 3 gennaio, ore 16.45 I tre giorni del condor; Domenica 4 gennaio, ore 13.00 All is Lost – Tutto è perduto; Lunedì 5 gennaio, ore 14.30 La mia Africa.







































