L’ex enfant prodige della new wave italiana Maurizio Marsico ci ha da sempre abituato ai cambi di stile e stavolta si fa affiancare da Tondini per un album dai tratti elettronici. Un disco controcorrente, che fa venire in mente per certi versi i corrieri cosmici tedeschi che hanno marcato la scena a metà dei Settanta. Nomi come Neu, Faust, Amon Dull II, Popol Vuh, e i più facili Tangerine Dream e Kraftwerk. A un certo punto è lo stesso Marsico che avvisa arriverà più tardi, verso le 5. Di sera o di mattina? Vien da chiedergli. Ma che importa Marsico arriva prima o poi e sarà con una sorpresa. Un nuovo disco intitolato “!?”, semplicemente, tutto e il contrario di tutto, perchè ormai il suo mondo si è molto allargato. Oggi potrebbe presentarsi per un concerto di solo pianoforte come proporre una musica dove entra prepotentemente l’elemento rumoristico.
Dalle sue parole annesse all’album: “È un appuntamento al buio con l’ascoltatore, costretto ad uno sforzo in più (o in meno) per cogliere nitidamente gli elementi palesi come i più latenti di un brano, al fine di figurarsi una propria personale percezione, non contaminata da elementi pseudoletterari o “a programma”. Frutto della collaborazione con Mauro Tondini, già coproduttore negli ultimi anni per diversi lavori di Marsico, “!?” fa emergere una straniante partitura sintetica dove convivono arie e sarabande barocche, gospel in equilibrio tra tragico e comico, elettronica pura, grooves che irridono la contemporaneità dei social media e degli influencer, una cover di Wailing Wall di Todd Rungren che sovrappone all’emotività occidentale citazioni di Velho Ateu di Beth Carvalho, come a indicare una saudade che sottopelle percorre tutto l’album.

Un titolo senza titolo all’album e nemmeno i vari brani hanno un titolo?
“Perché la musica nasce dai compositori – continua Marsico – ma si completa nelle orecchie di chi ascolta, che ha il pieno diritto di sentire o immaginare quello che gli pare. Perché, senza un titolo ad aiutarci, è più difficile riascoltare i brani che preferiamo e nel cercare di ritrovarli magari siamo costretti a soffermarci anche sul resto, anzi ci accorgiamo che ciò che avevamo escluso forse ci piace ancora di più. Il brano più banale può rivelare sorprendenti o misteriosissime angolazioni e quello più complesso alleggerirsi da cervellotiche elucubrazioni”.
A distanza di tanti anni di percorsi altalentanti che significato ha oggi uscire con un disco?
“Per me il disco non è soltanto un supporto/veicolo per ascoltare la musica ma è anche un feticcio culturale a se, che ha vita propria e possiede una forza espressiva che espande ed estende l’immaginario del sonoro e non solo la mera descrizione di ciò che è contenuto dentro. In tutti i miei dischi l’artwork e tutto ciò che concerne copertina, label etcetera è da sempre molto curato, grazie alla collaborazione con artisti, designer, fotografi, grafici e fumettisti di grande valore, perché in qualche modo è il primo vagito di un lavoro che ha appena preso luce e sogno sempre che possa presentarsi per la prima volta in pubblico per com’è per davvero e cioè unico e diverso da tutti gli altri ma bello come tutti i bei dischi che ho ascoltato e amato nella mia vita. Già per questo mi sembra un buon motivo continuare a collezionare i dischi e proporne di nuovi”.
L’elettronica sempre più al centro delle nuove produzioni?
“In un futuro sempre più disumanizzato chissà se non saranno proprio le macchine (in cui includo la tecnologia applicata alla musica) a rammentarci e a reinsegnarci la perduta umanità . Pensiamo ad esempio a ciò che fu al suo tempo l’invenzione superbamente tecnologica del pianoforte a cosa ciò apportò nelle mani e nella testa dei compositori e degli esecutori, a quante nuove soluzioni di antiche problematiche espressive contribuì a rivolvere, verso quali nuovi scenari percettivi portò ad interrogarsi. Questo per dire che la musica sicuramente cambia quando cambia il modo di pensarla, ma spesso questi nuovi cambiamenti sono stati accompagnati dall’invenzione di nuovi strumenti per crearla e di nuovi mezzi per riprodurla e diffonderla”.






































