La letteratura, la poesia, la musica hanno da sempre tratto ispirazione dalle meraviglie che il creato generosamente e incondizionatamente offre all’uomo. E forse proprio il mondo sonoro, grazie alle sue specifiche peculiarità, ha saputo addentrarsi, scandagliare, rielaborare e poi ricreare l’essenza della natura. Arrivando fino agli estremi di alcuni artisti new age, che proponevano direttamente omaggi alla natura realizzati senza filtri, riproducendo fedelmente suoni provenienti da boschi, ruscelli, animali, oceani (ricordiamo i canti delle balene)…

Il promettente trombettista toscano Tommaso Iacoviello sceglie di confrontarsi con i suoni della natura e degli ambienti incontaminati, miscelandoli con la sua esperienza di strumentista jazz che vanta collaborazioni con numerose orchestre e la partecipazione ai progetti di Nico Gori e Stefano Battaglia e anche Francesco Renga. Lo fa andando in giro per parchi e foreste a registrare e studiare i canti degli uccelli (sia quelli per trovare un compagno, per piacere, per delimitare il territorio o per altre ragioni) per tradurlo in spartiti e affidarli al suo strumento, al vibrafono di Nazareno Caputo e alla chitarra di Nicolò Francesco Faraglia, che con i due ritmi in punta di piedi Ferdinando Romano (contrabbasso) e Saverio Cacopardi (batteria) completano la formazione impegnata nel disco Birds (GleAM), che ne segna il debutto da leader.

È la prima volta, ci pare, che in ambito jazzistico – nonostante in molti si siano direttamente ispirati agli animali, da quelli delle fattorie dove lavoravano e vivevano gli schiavi neri a inizio XX secolo a quelli della giungla del jungle style ellingtoniano, fino al celebre The Cat del 1964 di Jimmy Smith e al recentissimo, per citarne solo un altro, Birdly Serenade di David Murray – sono inseriti direttamente i versi e i canti degli uccelli, perfettamente amalgamati agli strumenti acustici, che spesso si muovono seguendone gli schemi sonori.

Così il Rigogolo dal canto simile a un miagolio è il protagonista del brano di apertura che offre un andamento lento, frammentato e quasi notturno, con fraseggi strumentali scarni e una ritmica sotterranea quasi irregolare e contrapposta. I due brani più lunghi, oltre 11 minuti ciascuno, sono Uccellande, che riprende il canto – e lo propone anche – di vari uccelli in un jazz obliquo, intricato, in cui i temi sono serpeggianti e inafferrabili oppure levigati e dilatati, in un divenire sottinteso e austero, e Garzaie. Quest’ultimo, ispirato dagli animali tipici di queste zone umide, compreso il rospo, propone un progredire quasi flemmatico, in cui si inseriscono i fraseggi rapidi della tromba, gli intrecci armonici accennati da chitarra e vibrafono, le cavate rarefatte di contrabbasso e gli accenni ritmici della batteria, e un ritornare altrettanto pigro, in cui si ascoltano anche i suoni naturali della fauna delle garzaie pavesi.

Tommaso IacovielloAl piccolo rapace notturno Assiolo è ispirato un brano meditativo con uno sfrangiato assolo di tromba e uno più etereo di contrabbasso, eretti su una melodia ricca di sfumature e di tepori. In Valsolda «la tromba suona il cincia mora e la cinciallegra, il contrabbasso interpreta il cincia mora, la chitarra suona il cuculo e la batteria esegue il groove del fringuello» con l’esito di un jazz vivo e finalmente dinamico. Tottavilla, il nome è quello di un piccolo volatile dal canto melodioso, chiude il cd offrendoci la prestazione migliore del quintetto in un crescendo positivo, che dalla ricerca eufemistica di reinterpretare i gorgheggi dei pennuti – che qua e là appariva anche un po’ volutamente “intellettuale” – estrae una solida linea jazzistica, che indica come anche Iacoviello, non ce ne voglia per il banale calembour, sia pronto a spiccare il volo.

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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