La bella e intensa nuova opera di Edgar Reitz indaga sulle possibilità e sul ruolo delle immagini e del loro potere di rappresentazione
All’inizio del ‘700, la regina Carlotta di Prussia commissiona un ritratto del suo amato filosofo Leibniz. Con il procedere delle sedute, la regnante e il grande pensatore si imbarcano in una ricerca appassionata per scoprire l’essenza dell’arte, dell’amore e della verità nella pittura.
Edgar Ritz, uno dei più grandi autori del cinema e della cultura del ‘900, celebre per la saga di Heimat (33 puntate per oltre 57 ore di proiezione), torna dietro la cinepresa con questa opera (nella versione italiana Leibniz – Cronaca di un dipinto perduto) che si basa sul potere delle immagini sulle parole e sul coraggio di lasciarsi sfidare da ciò che non si può spiegare. La pellicola, interpretata da Barbara Sukowa e Edgar Selve e sceneggiata dallo stesso Reitz insieme a Gert Heidenreich – é un omaggio a Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716), a questo intellettuale poliedrico che ha saputo amalgamare la filosofia, la logica, la matematica, la fisica e la metafisica. Il film è in edizione originale con sottotitoli italiani.







































