28 anni dopo. Il tempio delle ossa

Seconda parte del terzo ciclo

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28 anni dopo. Il tempio delle ossa
di Nia DaCosta
con Jack O’Connell (II), Ralph Fiennes, Emma Laird

Ecco il secondo episodio del terzo periodo cinematografico della saga degli zombi inglesi da rabbia (28 giorni, 28 settimane e ora 28 anni dopo). Per rinfrescare la memoria: il ragazzino Spike che era fuggito da Lindisfarne per cercare nella Gran Bretagna zombificata il mitico dottor Kelson (Fiennes) viene intruppato tra i “Jimmy” (vengono battezzati tutti Jimmy) di Jimmy Crystal (O’Connell), che si crede figlio di Satana e trasforma in killer gli adolescenti sbandati. Il dottor Kelson dedito al culto funebre del tempio delle ossa invece riesce a sedare e ad entrare in contatto con un gigantesco zombi che dopo un po’ di morfina comincia ad assomigliare alla creatura di Frankenstein Jr, quindi affronterà i satanisti di Jimmy. Pochi zombi in corsa, forse per risparmiare, nuovo regista (Boyle e Garland sempre alla sceneggiatura) e film stretto su due temi: una lunga variazione sadica sui ragazzini sanguinari in stile Il signore delle mosche incontra Cannibal Holocaust e una tirata tragicomica sulla solitudine (fruttuosa) del dr Kelson che si sente (lo dice lui) “come Androclo che toglie la spina al leone”. Niente di speciale a parte i gusti musicali di Skelton (ha la sua età…) che prima si bea con i Radiohead poi usa gli Iron Maiden per trarsi d’impaccio. I malati ringhiano ma i sani sono i più cattivi. Qualche superstite per la terza parte.

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