Leggera, il nuovo singolo
Il brano si muove in quella zona emotiva instabile in cui restare fa male quanto andare via. È il racconto di un‘attesa, di notti attraversate dal silenzio, di parole che non trovano voce e di abbracci che sembrano l‘ultima ancora prima di lasciarsi andare.
Leggera parla del tentativo — fragile ma necessario — di togliersi peso dal petto per continuare a vivere. Non una fuga, ma una scelta di sopravvivenza emotiva. La canzone trasforma un‘esperienza intima in uno spazio condiviso, in cui chi ascolta può riconoscere le proprie crepe, il proprio silenzio, il bisogno urgente di aria, anche solo per una notte.
Dal punto di vista musicale, il brano si inserisce nel genere bedroom pop, un pop d‘autore essenziale e sincero, dove l‘arrangiamento lascia spazio alla voce e al senso delle parole. Pianoforte e chitarra acustica diventano il centro emotivo di una scrittura che rifugge l‘eccesso e sceglie la verità. Un linguaggio vicino a chi ama artisti come Calcutta, Franco126, Venerus, Angelina Mango, Anna Castiglia, ma con una cifra personale riconoscibile.
Le parole di Francesca Gallo
È il racconto di una ricerca di leggerezza, intesa come il coraggio di togliersi pesi dal cuore per concedersi un nuovo inizio. È il tentativo di rimettersi al centro della propria vita, di ritrovare un luogo in cui poter respirare, scegliersi e, finalmente, ripartire.
Il videoclip
All‘insegna della valorizzazione delle risorse locali, il videoclip di Leggera (che trovate in fondo all’articolo) è stato girato al Parco delle Stagioni di Costabissara. Scrigno di bellezza e inclusione, nato da un progetto di rivalorizzazione della storica Villa Donà, oggi sede di un‘impresa sociale, della sartoria Ida Tess e di un bellissimo bistrot.
Guido Gallo Fabris, amministratore di Amber Records e direttore artistico, ha curato la regia del video e la produzione attraverso la società Chokolate, con sedi a Londra e a Los Angeles.
Bio
Al suo attivo ha altri due singoli: Ikea (2025), canzone intima, che rievoca i giorni del lockdown e la voglia di evasione, diventata virale per la sua capacità di trasformare il quotidiano in poesia pop; e la malinconica Mare di guai (2025).
La scrittura è il suo centro: più che dall‘armonia, Francesca è attratta dal rapporto tra parole e melodia, dalla musicalità della lingua italiana e dalle sue infinite possibilità espressive. Tra le sue influenze convivono i grandi autori – Fabrizio De André, Lucio Dalla, Francesco De Gregori – e una nuova generazione di artisti capaci di sperimentare restando fedeli a se stessi: Max Gazzè, Niccolò Fabi, o più giovani come Marco Castello, Anna Castiglia, Venerus, Fulminacci e Angelina Mango. Senza tralasciare i grandi del passato, Joni Mitchell fra tutti, tra le sue principali fonti di ispirazione.
Accanto al percorso musicale, Francesca porta avanti anche un forte impegno umano e sociale. Nel 2025 ha co-fondato l‘associazione no profit Hatudoz, nata dopo diversi viaggi in Kenya, con l‘obiettivo di promuovere esperienze di incontro autentico e inclusivo, anche nelle realtà più fragili come la baraccopoli di Mathare, nella periferia di Nairobi. Un‘esperienza che ha segnato profondamente il suo sguardo sul mondo e, inevitabilmente, sulla sua musica.






































