Qualche anno fa, era il 2020, Bruce Springsteen pubblicò una canzone intitolata “The last man standing” nella quale raccontava di essere rimasto l’ultimo superstite della sua band degli esordi, i Castiles, l’unico ancora in piedi, il solo ancora vivo. E’ una canzone malinconica, a tratti amara, ma di grande intensità. Quel titolo è diventato l’ennesima etichetta per Springsteen che – di fatto – è veramente rimasto l’unico baluardo di una cultura e di un’America di cui tutti ci siamo perdutamente innamorati e che oggi facciamo fatica a riconoscere. Bruce ha sempre parlato in maniera molto chiara, ha messo in guardia la “sua” America e il mondo intero sulla deriva autoritaria presa dal suo Paese. Lo ha fatto in ogni concerto del suo ultimo tour. Ha poi scritto una canzone estremamente emblematica come “Streets Of Minneapolis” all’indomani del secondo omicidio da parte della ICE (Immigration and Customs Enforcement) ai danni di un cittadino americano (Alex Pretti, morto il 24 gennaio dopo Reneé Good, uccisa il 7 dello stesso mese), e l’ha cantata al fianco di Tom Morello il 30 gennaio proprio nella città del Minnesota in un concerto organizzato dallo stesso Morello per raccogliere fondi per le famiglie di Pretti e Good. Ma, soprattutto, Springsteen continua a mantenere alta la soglia dell’attenzione e delle coscienze di chi conosce e ama un’altra America, quella che ha sempre raccontato da 50 anni a questa parte in ogni angolo del mondo.
Già il video di “Streets of Minneapolis”, diretto da Thom Zimny e riportato alla fine di questo articolo, non lascia molto spazio alla fantasia, nemmeno a quella degli scettici (e ce ne sono molti), e chiarisce molto bene il suo pensiero. Ma adesso arriva una nuova nettissima presa di posizione, una nuova potentissima bordata contro un’amministrazione sempre più controversa.
Bruce, infatti, ha appena approvato un nuovo video per quella che rimane ancora oggi una delle sue canzoni più amate e più fraintese di sempre, ovvero “Born In The USA”. Il nuovo video è diretto da Robert Greenwald, regista newyorkese già autore di “Gaza: Journalists Under Fire” (realizzato nel 2025) e di diversi altri documentari di denuncia, e vede come protagonisti alcuni cittadini brutalmente attaccati dall’ICE, l’agenzia federale istituita nel 2003 dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Il regista, che è anche il fondatore della Brave New Films, un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa realizzare e produrre film con l’obiettivo di sensibilizzare e mobilitare il pubblico, ha ringraziato pubblicamente Springsteen per “aver sparso la voce nel mondo” di ciò che stava – e sta ancora – accadendo negli Stati Uniti, invitando poi la gente ad ascoltare “Born In The USA” con le nuove immagini dei cittadini attaccati dall’ICE.
Dal canto suo Bruce ha autorizzato non solo l’utilizzo della canzone, ma anche quello di immagini di suoi concerti dal 1984 ad oggi, soprattutto di quelli del tour europeo 2025 in cui ha sempre sottolineato il pericolo, reale, che stesse correndo il suo Paese, e il fatto che la polizia stesse prendendo cittadini residenti in America, dalle strade e li stesse deportando senza alcun processo nei centri di detenzione stranieri e nelle carceri.
Springsteen continua ad alzare la sua voce e a farla sentire ogni giorno più forte, per continuare a raccontare l’America, quella della democrazia, della libertà, dell’uguaglianza, quella del sogno, concetti che ci sono sempre sembrati (anche qui in Italia) acquisiti, garantiti e scontati e che oggi sono pericolosamente a rischio (anche qui in Italia). Di tutti gli artisti che si sono schierati contro l’attuale presidente USA, Bruce Springsteen è stato l’unico che ha fatto quello che un artista (grande) fa: utilizza il suo mezzo espressivo per veicolare il suo pensiero, sensibilizzare il pubblico, contestare pacificamente gli orrori che vede. Non lo ha fatto nessun altro, nessuno. Anzi sì, a pensarci bene lo ha fatto anche Bad Bunny, ai Grammy Awards e al Superbowl. Un altro baluardo su cui contare…
P.S. La foto in evidenza utilizzata è presa da internet




































