Sette vite, mille storie: i gatti indimenticabili del grande schermo

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gatto

Oggi in Italia si celebra la Festa Nazionale del Gatto. Si tratta di una ricorrenza che dal 1990 si propone sensibilizzare l’opinione pubblica sull’adozione dei gatti. In Italia si stima che siano oltre 10 milioni i gatti domestici. Abbiamo allora deciso di celebrare questo straordinario animale ricordando dieci film in cui è protagonista. A volte principale, altre in posizione più defilata. Film, comunque, in cui la presenza dei gatti è fondamentale.

Colazione da Tiffany di Blake Edwards (1961)

Film che appartiene di diritto alla storia del cinema, vincitore fra l’altro di due Oscar: miglior colonna sonora (Henry Mancini) e miglior canzone (la celebre Moon River di Henry Mancini e Johnny Mercier). L’attrice principale è la straordinaria Audrey Hepburn, mentre il gatto, nella storia, non ha un nome, ma il suo ruolo è in qualche modo centrale. Nella vita invece il micio un nome lo aveva. Si chiamava Orangey e partecipò ad una decina di film. Viene ricordato anche per essere l’unico gatto ad aver vinto due PATSY Award (una sorta di Oscar per gli animali attori): uno per Il gatto milionario (1951) e l’altro, ovviamente, per Colazione da Tiffany.

Gli Aristogatti di Wolfgang Reitherman (1970)

Straordinario film d’animazione targato Walt Disney in cui i gatti sono protagonisti assoluti. La storia è ambientata a Parigi nel 1910 e ruota attorno all’eredità che quattro mici dovrebbero ricevere dalla loro ricca padrona. Si tratta dell’ultimo progetto approvato da Walt Disney in persona ed il primo realizzato dopo la sua scomparsa. Gatti protagonisti assoluti, si diceva, insieme alla musica ed in particolare al jazz.

Agente 007 – Si vive solo due volte di Lewis Gilbert (1967)

Il quinto film della serie, ancora con Sean Connery nei panni di James Bond. Cosa c’entrano i gatti? Semplice, il capo della Spectre e grande nemico dell’agente segreto, Ernst Stavro Blofeld, è solito accarezzare un persiano bianco. Accessorio o scaccia stress, fate voi, fatto sta che il micio è il compagno fidato del cattivo di turno. Il gatto non ha nome, mentre l’attore che interpreta Blofeld è Donald Pleasence. Il personaggio, insieme al gatto, compare anche in due capitoli precedenti della serie, ma questo film è il primo in cui si vede il volto. L’attore fu così cambiato e la scelta ricadde appunto su Donald Pleasence.

Il gatto venuto dallo spazio di Norman Tokar (1978)

Commedia fantascientifica prodotta dalla Disney che ha per protagonista un alieno con le sembianze di un gatto abissino. A causa di un guasto all’astronave il micio atterra sulla Terra e grazie ad uno speciale collare riesce anche a comunicare con gli umani. Forse non un capolavoro, ma un film ancora godibile e divertente a quasi 50 anni di distanza dalla sua uscita.

Alien di Ridley Scott (1979)

Capolavoro indiscusso, vincitore anche dell’Oscar per i migliori effetti speciali nel 1980. La storia è nota: un’astronave è in viaggio per fare ritorno sulla Terra quando l’equipaggio scopre che all’interno c’è un terrificante parassito alieno. L’equipaggio è formato da cinque uomini, due donne e un gatto rosso di nome Jones, chiamato Jonesy. Il micio sarà l’unico a salvarsi, insieme al tenente Ellen Ripley (Sigourney Weaver).

Ti presento i miei di Jay Roach (2000)

La commedia è il primo capitolo di una trilogia e può vantare un cast eccezionale, nel quale figurano, tra gli altri, Robert De Niro, Ben Stiller e Owen Wilson. Protagonista della storia è un giovane che, insieme alla fidanzata, si reca a conoscere quelli che potrebbero diventare i futuri suoceri. I quali hanno un micio, chiamato Sfigatto, a cui è stato addirittura insegnato ad usare il water invece che la sabbietta per fare i propri bisogni. Fuori dal set Sfigatto si chiamava Mr Jinx ed era uno splendido gatto di razza himalayana.

A proposito di Davis di Joel ed Ethan Coen (2013)

Film candidato a due Oscar (miglior fotografia e miglior sonoro) e vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 2013. La storia, ambientata nel 1961 a New York, è quella di uno sfortunato cantante folk, alle prese con numerose disavventure esistenziali. Il gatto è quello di una coppia di amici che ospita il cantante dopo un pestaggio e nel corso del film diventerà il vero alter ego del protagonista, simbolo a suo modo della sua vita nomade. L’attore principale è Oscar Isaac.

A spasso con Bob di Roger Spottiswoode (2016)

Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di James Bowen, racconta la storia di un artista di strada, tossicodipendente e senza fissa dimora. La sua vita cambierà dopo l’incontro con il gatto randagio Bob, del quale inizierà a prendersi cura una volta scoperto che il micio ha una ferita infetta sulla zampa.

Pet Sematary di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer (2019)

Il film è ispirato all’omonimo romanzo del 1983 di Stephen King, già portato sul grande schermo nel 1989 con il titolo (italiano) Cimitero vivente. Siamo davanti ad un horror che ha per protagonista un medico che scopre nel Maine un misterioso cimitero di animali. Il suo micio si chiama Church, è un gatto britannico a pelo corto, e nel corso della storia diventerà uno degli animali più spaventosi visti in anni recenti al cinema.

Cats di Tom Hooper (2019)

Di questo film, basato sull’omonimo musical di Andrew Lloyd Webber e sul libro Il libro dei gatti tuttofare di T. S. Eliot, si è già detto di tutto e di più. Massacrato dalla critica, il film ha vinto anche sei Razzie Awards (il “premio” riservato ai peggiori film dell’anno). Gli ingredienti per un bel film, a cominciare da un ottimo cast, c’erano tutti, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. Resta, in ogni caso, un film in cui i gatti (per quanto impersonati da attori umani) sono i protagonisti assoluti.

(Ha collaborato Claudia Sanguineti, che ringraziamo)

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