Portobello

Marco Bellocchio ha fatto parlare il pappagallo

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Portobello
di Marco Bellocchio
con Fabrizio Gifuni, Lino Musella, Romana Maggiora Vergano, Barbora Bobulova

A Venezia le prime due puntate promettevano molto, tutte e sei dicono che con Portobello Marco Bellocchio è riuscito “a far parlare il pappagallo”. Un successo. Perché? Perché Enzo Tortora, presentatore anomalo, tra il 1977 e il 1982 porta una trasmissione/mercatino partita in bianco e nero a un trionfo nella tv a colori di 28 milioni di spettatori. Oggi fonderebbero un partito. La trasmissione,  Portobello come il mercato di Londra, ha per simbolo  il pappagallo Portobello, e i concorrenti devono convincerlo a dire il suo nome… Attenti alla simmetria. l segretario del boss camorrista Cutolo, tale Pandico, incarcerato, psicopatico, schizofrenico (crede alla telepatia che passa attraverso le trasmissioni tv) manda alla trasmissione a nome di un altro detenuto dei centrini di pizzo e attende un ringraziamento. Che non arriva. Quando si scatena la guerra tra la camorra di Cutolo e quella delle nuove famiglie, Pandico assume il ruolo di dissociato (“non pentito, perché sarebbe tradimento”), spiffera tutto quello che sa su Cutolo alla Procura  e si prende la sua vendetta privata contro Tortora: i centrini -sostiene- erano il nome in codice della cocaina e Tortora in questa paranoia diventa il grande tramite della droga tra la camorra e il mondo dello spettacolo. Il gioco ora è far parlare Tortora. Che il 17 giugno 1983 viene arrestato senza spiegazioni. Eppure i giornali hanno già la notizia in cottura. Da chi l’hanno avuta? Perché la procura crede a un carcerato pazzo? Perché anche di fronte all’evidenza riconoscere l’innocenza di Tortora smantellerebbe il meccanismo accusatorio e manderebbe all’aria il maxi processo alla camorra. Il risultato si conosce, ma si arriva all’ultima puntata della serie con il cuore in gola. Bellocchio nella vicenda Tortora riesce a raccontare  il magma di errori giudiziari, invidia, pregiudizi,  odio e populismo becero che esplode dopo una lunga gestazione sotterranea. Il malessere italiano trasforma in capro espiatorio un personaggio famoso. È chiaro che a Bellocchio, più che le cronache, stanno a cuore i meccanismi psichici (come  per Il traditore, Esterno notte, Rapito). Bellocchio  invecchia e cresce. Fabrizio Gifuni è Tortora e Lino Musella il dissociato Pandico. Molto bravi. Portobello è sulla neonata HBO Max

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