Rental Family- Nelle vite degli altri

Che effetto fa recitare un'esistenza?

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Rental Family – Nelle vite degli altri
di Hikari
con Brendan Fraser, Paolo Andrea Di Pietro, Takehiro Hira, Shinji Ozeki (II), Mari Yamamoto

Questo film programmaticamente commovente, ma alla maniera giapponese, con fiori di pesco, si svolge tra due funerali. Nel primo il morto esce dalla bara e guarda i presenti (non è morto, vuole solo vedere se la gente poi piange davvero come nella canzone di Jannacci) nel secondo no, ma il morto è felice. Vedere per credere. Il morto finto è un cliente della Rental Family, un’agenzia che fornisce attori per coprire carenze negli affetti. E il primo funerale è la prima esperienza del protagonista Philip (Fraser), malinconico attore americano che da  anni lavora in Giappone, è usato come “token (“abbiamo bisogno di un  bianco”), ed è famoso soprattutto per aver interpretato un dentifricio. Ora accetta di recitare parti nella vite altrui per l’agenzia Rental Family, che dice di vendere emozioni: Philip diventa finto sposo per una ragazza che preferisce le ragazze, finto padre per una ragazzina il cui padre è sparito, finto intervistatore per far sentire ancora vivo un attore al tramonto. Sono stati fatti almeno una decina di film in cui attori fingevano vite a misura di altri (è il senso della recitazione e anche della truffa) e il problema del malinconico Philip è sentimentale:  non riesce a uscire dalla parte. Ma se avete pazienza scoprirete che è il meno nevrotico del gruppo. Film morbido di una regista che ama mettere protagonisti occidentali in terra straniera. Sempre contenti di aver ritrovato Brendan Fraser

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