Miroirs no 3 – Il mistero di Laura
di Christian Petzold
con Paula Beer, Barbara Auer, Matthias Brandt, Enno Trebs, Philip Froissant
Dopo aver guardato il fiume come se volesse lasciarsi andare, e dopo che un uomo in muta passa su una specie di surf ma sembra Caronte che traghetta anime, la ragazza Laura, musicista, in gita controvoglia col fidanzato musicista ossessionato da un’occasione di carriera, incrocia lo sguardo di una donna che dipinge uno steccato. Non si sente bene, si fa riaccompagnare al treno, incrocia di nuovo lo sguardo della donna, l’auto sbanda, il fidanzato muore, Laura, illesa, chiede alla donna, che l’ha guardata (e l’ha soccorsa, si chiama Betty) di accoglierla in casa. Si riprende, chiede di aiutare la sua ospite, dipinge lo steccato, cucina, fa accordare e suona il pianoforte (Ravel, Miroirs no. 3), mette gli abiti di qualcuno che dormiva nella stanza in cui ora dorme lei. Incontra anche il marito e il figlio di Betty, che da Betty sembrano tenersi lontano. Laura diventa una parte della famiglia di Betty di cui non si può e non si vuole parlare. Quale parte? Può l’incidente cambiare la vita di quattro persone? Può “riavviare” queste vite interrotte? Il cinema di Petzold è fatto di semplicità in apparenza scarna, di memoria, di tensione e di storie al limite dell’impossibile, eppure realistiche (La donna dello scrittore, Undine, Il cielo brucia, Il segreto del suo volto). Scuola di Berlino. Paula Beer è la sua musa.




































