Sanremo 2026: le pagelle della serata delle cover

0
Sanremo 2026 cover Ditonellapiaga Tony Pitony

Con ascolti non propriamente da record, il Festival di Sanremo 2026 archivia anche la quarta serata, quella più attesa, dedicata alle cover e ai duetti “probabili e improbabili”, così come lo stesso conduttore e direttore artistico Carlo Conti li ha definiti durante la conferenza stampa quotidiana.

A vincere (ricordiamo che questo risultato non influirà sulla classifica finale) sono stati Ditonellapiaga e TonyPitony con una entusiasmante performance sulle note di The Lady Is a Tramp. Secondi classificati Sayf con Mario Biondi e Alex Britti, che hanno portato in scena il coinvolgente jazz di Hit The Road Jack, mentre sul terzo gradino del podio è salita Arisa, eterea interprete diQuello che le donne non dicono, accompagnata dal Coro del Teatro Regio di Parma.

Di seguito, la nostra pagella esibizione per esibizione.

Ditonellapiaga – The Lady Is a Tramp (con TonyPitony)

Lui è il personaggio del momento, fa discutere ma fa comunque parlare di lui, e dimostra anche di avere un’ottima voce. Geniale il mix con Ba ba baciami piccina. I migliori del lotto e vittoria meritata.

Sayf – Hit The Road Jack con Alex Britti Mario Biondi)

Freschi, moderni, stilosi, tanta classe e tecnica da vendere. Sul palco si divertono e fanno divertire, senza schemi e senza prendersi troppo sul serio, come fanno troppi altri. E il risultato è molto più naturale e convincente. Secondo posto giusto.

Arisa – Quello che le donne non dicono (con il Coro del Teatro Regio di Parma)

Tecnicamente bravissima, nulla da dire, e molto bene anche il coro. Ma dà l’aria di essere tutto molto “impostato” e non lascia trasparire nè trasmette alcuna emozione. Forse il terzo posto è un po’ troppo.

Bambole di Pezza – Occhi di gatto (con Cristina D’Avena)

Cantare Occhi di gatto sul palco di Sanremo è letteralmente una genialata, e l’interpretazione rock è ottima. L’incursione nei Led Zeppelin, però, risulta un po’ forzata e va a rovinare un po’ la riuscita generale.

Tredici Pietro – Vita (con Gianni Morandi, Galeffi, Fudasca & Band)

Magari c’era da aspettarselo, visto che aveva scelto un brano cantato dal padre in coppia con Lucio Dalla. Ma se ad Alessandro Gassman non è stato concesso di andare all’Ariston per presentare uno sceneggiato in onda proprio su RaiUno tra poche settimane perchè aveva il figlio in gara, perchè a Gianni tutto è concesso (come quando è stato in gara qualche anno fa)?

Sal Da Vinci  Cinque giorni (con Michele Zarrillo)

Ne esce incredibilmente meglio Sal Da Vinci, che sta nel suo e si limita ad interpretare un brano storico della musica italiana. Zarrillo, inspiegabilmente, inizia a gorgheggiare inutilmente e scimmiottare se stesso, risultando stucchevole.

LDA e Aka 7even – Andamento lento (con Tullio De Piscopo)

Il giusto tributo ad una leggenda che ha spento 80 candeline proprio in questi giorni e che aveva presentato per la prima volta questo brano proprio su questo palco nel 1988.

Nayt – La canzone dell’amore perduto (con Joan Thiele)

Inutile onanismo. Quando, su una canzone del genere, punti su svisature di interpretazione e non sulla potenza, la poesia e l’intensità delle parole, forse hai sbagliato proprio la base da cui partire.

Dargen D’Amico – Su di noi (con Pupo e Fabrizio Bosso)

La citazione de Il disertore in apertura e chiusura è la gemma. Gam Gam, canzone simbolo della shoah, dovrebbe servire come monito per gli israeliani per ricordargli che stanno facendo a un altro popolo quello che hanno subìto loro? Meritavano un posto sul podio.

Luchè – Falco a metà (con Gianluca Grignani)

Grignani parte bene, poi però si arrotola un po’ su se stesso. Speriamo bene per i live che ormai sono quasi alle porte. Luchè aggiunge una parte rap davvero buona, con un bel testo che si amalgama al senso generale del brano.

Leo Gassmann – Era già tutto previsto (con Aiello)

Riccardo Cocciante non si sta rivoltando nella tomba solo perché è ancora vivo, ma forse avrebbe preferito non esserlo per risparmiarsi questo rilettura di un suo brano storico. Di gran lunga i peggiori tra tutti e trenta gli artisti in gara.

Chiello – Mi sono innamorato di te (con Saverio Cigarini)

Per fortuna ci siamo risparmiati Morgan, dato che l’ultima volta non era andata proprio benissimo. In generale, a parte un paio di note “lisciate”, l’interpretazione scorre via in maniera abbastanza convincente.

Ermal Meta – Golden Hour (con Dardust)

Ermal bravissimo e gran voce, che sfoggia fino al massimo delle sue potenzialità… Però, a parte il voler fare uno “show off” in grande stile, viene da chiedersi come mai abbia scelto questo brano.

Fedez e Marco Masini – Meravigliosa creatura (con Stjepan Hauser)

Marco probabilmente non sbaglierebbe una nota nemmeno se si facesse il solletico mentre canta. Stavolta però il rap di Fedez è meno incisivo e risulta debole e con rime banali. Nel complesso comunque non male.

Samurai Jay – Baila morena (con Belén Rodríguez e Roy Paci)

Samurai Jay suona la chitarra e anche bene, quindi il nostro suggerimento è quello di farla sentire di più nei suoi brani. Belen invece è, nei fatti, completamente superflua, mentre Roy Paci dispensa la sua solita classe con la tromba.
Ma la cosa che dà più ai nervi è un’altra: Baila morena è il titolo della versione spagnola, ma visto che hanno cantato in italiano, la canzone si intitola Baila (Sexy Thing). E fa differenza, perché ovviamente l’autore del testo spagnolo è un altro. Incredibile che nessuno se ne sia accorto.

Francesco Renga – Ragazzo solo, ragazza sola (con Giusy Ferreri)

Omaggio a Mogol, ma la dimostrazione che, tra tanti capolavori, ha scritto pure testi mediocri. Comunque bravi, anche se pure loro più interessati a mostrare le loro doti vocali che ad ottenere una interpretazione più “vissuta” del brano.

Serena Brancale – Besame mucho (con Gregory Porter e Delia)

Tutti bravissimi. Assolutamente niente da dire. Ma data la quantità di persone che hanno riproposto questo brano, oltre a sapere molto di “been there, done that”, anche qui a tratti era la canzone al servizio delle voci e non viceversa.

Enrico Nigiotti – En e Xanax (con Alfa)

Il pezzo è un capolavoro, ma si tratta di un capolavoro di delicatezza e non di un brano su cui fare ghirigori con la voce assolutamente non necessari e non richiesti. Alfa molto bravo, canta con rispetto dell’originale e aggiunge una strofa molto interessante. Tra lui e Nigiotti la differenza di classe e talento è immensa.

J-Ax – E la vita, la vita (con Ligera County Fam)

Molto carino il primo “innesto” di Ax, meno il secondo. In generale l’idea di “attualizzare” il brano è molto interessante e comunque ben riuscita. Tocco di classe avere sul palco Cochi, che l’ha cantata, e il figlio di Jannacci, che l’ha scritta.

Raf – The Riddle (con The Kolors)

Bravi, assolutamente niente da dire. Ma perché The Riddle? Per richiamare un po’ Self Control e quel periodo? Allora fai direttamente quella.

Fulminacci – Parole parole (con Francesca Fagnani)

Interessante l’idea di invertire i ruoli rispetto all’originale… Lui bravissimo, lei un po’ troppo presentatrice e poco cantante, risulta un po’ troppo “impostata” nell’intepretazione… Però bravi, e carino il cambiamento de “l’uomo che a volte c’è in te” con “la belva che a volte c’è in te” nell’ultima strofa.

Maria Antonietta e Colombre – Il mondo (con Brunori Sas)

Bravi tutti e tre finchè si tratta di cantare il pezzo originale, ma l’inserto cantato da Maria Antonietta è semplicemente terribile.

Michele Bravi – Domani è un altro giorno (con Fiorella Mannoia)

Lui aveva lasciato la voce in hotel, a lei che cosa si può dire? Come interprete ha pochi rivali, e una carriera lunga una vita a parlare per lei. Troppa la differenza tra i due, Bravi ne esce artisticamente a pezzi.

Tommaso Paradiso – L’ultima luna (con gli Stadio)

Curreri purtroppo ha quasi finito la voce, ma lui, la sua carriera, e gli Stadio meritano solo rispetto. Paradiso nella musica dei cantautori italiani anni 80 ci sguazza, si vede che ha una vera e propria venerazione, e ci mette il cuore. Meritavano un posto in top 5.

Malika Ayane – Mi sei scoppiato dentro il cuore (con Claudio Santamaria)

Molto bravi entrambi, ma le qualità di cantante di Santamaria erano già note, da quando aveva interpretato Rino Gaetano ne Il cielo è sempre più blu. Interpretazione ottima e intensa, senza inventarsi niente di strano (fortunatamente).

Levante – I maschi (con Gaia)

Ecco come non si interpreta una canzone: più attente a loro stesse e a far sentire che sanno fare le virgolette con la voce che a interpretare il brano. Ma se il modo deve essere questo, la canzone scelta può essere letteralmente qualsiasi. Unica nota positiva: ottimo arrangiamento orchestrale

Patty Pravo – Ti lascio una canzone con (Timofej Andrijashenko)

All’inizio non prende una nota che sia una. Dopo migliora un po’, ma in generale male male, ed è un vero peccato trovarsi ad assistere in diretta al declino di una diva.

Mara Sattei – L’ultimo bacio (con Mecna)

Lei brava, segno che se iniziasse a cantare canzoni un po’ migliori di quelle che porta al Festival le potenzialità le avrebbe. Lui però rovina tutto con un rap che nulla c’entra col tema della canzone.

Eddie Brock – Portami via (con Fabrizio Moro)

Coppia ben assortita, con voci simili che si sovrappongono bene. Il pezzo fila via liscio, ma sembra un po’ troppo il compitino fatto per assicurarsi un 6, senza errori ma senza guizzi.

Elettra Lamborghini  Aserejé (con Las Ketchup)

Quando il trash cerca di darsi un tono diventa inutile. Tra l’altro Elettra sbaglia sistematicamente il balletto. Una cosa dovevi fare. Una. #facepalm

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome