Sono passati dieci anni dalla scomparsa di Gianmaria Testa, che aveva trasformato la cura delle parole in una poetica musicale riconoscibile in tanta parte del mondo.
Il 9 marzo 2026 alle Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri, il Premio che porta il suo nome arriva alla sua sesta edizione con una serata che porta insieme memoria e futuro: cinque giovani cantautori finalisti, una giuria autorevole e Raphael Gualazzi come ospite speciale.
Gianmaria Testa credeva nella forza delle parole «levigate fino alla trasparenza», capaci di raccontare con profondità e leggerezza le fragilità del mondo contemporaneo. A dieci anni esatti dalla sua scomparsa, il Premio che porta il suo nome non è un esercizio di nostalgia: è una scommessa concreta sulla nuova canzone d’autore, rivolta a compositori under 38, selezionati tra le 160 candidature pervenute da tutta Italia per questa edizione. «Gianmaria credeva nella forza delle parole levigate fino alla trasparenza, e credo che oggi più che mai servano artisti e artiste che abbiano il coraggio di farle risuonare in modo autentico», ha detto la moglie Paola Farinetti, presidente della giuria. «Questo Premio nasce per loro.»
I cinque artisti selezionati — alaska, Martina Primavera, Chiaré, Fabio Schember e Achille Campanile — salgono sul palco con brani originali che attraversano la canzone d’autore da angolazioni molto diverse tra loro. Nella prima parte della serata ciascuno interpreterà il proprio brano in concorso e una canzone di Gianmaria Testa, costruendo quel dialogo tra memoria e contemporaneità che è il cuore del Premio.
A valutarli sarà una giuria presieduta da Paola Farinetti (Produzioni Fuorivia) e formata da Paolo Lucà (Folk Club Torino), Sara Potente (Numero Uno / Sony Music), Stefano Senardi (discografico), Fabio Sgaravato (The Saifam Group), i discografici Enzo Vizzone e Emanuele Sparta (Egea Music), Annarita Masullo (The Goodness Factory), Fabrizio Gargarone (Hiroshima Mon Amour) e il cantautore Joe Barbieri.






































