Per complicazioni dovute al morbo di Parkinson, il cantautore Country Joe McDonald, celebre per la sua esibizione “sovversiva” a Woodstock nel 1969, se n’è andato sabato scorso, 7 marzo. Fu uno dei primi e più avventurosi personaggi a emergere dalla scena rock psichedelica della Bay Area degli anni 60. Guidò i Country Joe and the Fish, per i quali scrisse e cantò la maggior parte del materiale, per poi, con lo scioglimento della band nel 1970, intraprendere la carriera da solista, pubblicando decine di album in diversi stili nel corso di vari decenni.
Il momento di gloria dei Fish si ebbe a Woodstock, immortalato dal film e dalla colonna sonora, quando inaugurò il ritornello del brano The Fish Cheer con la provocatoria fuck, prima di iniziare la sua canzone più nota contro la guerra del Vietnam, I Feel Like I’m Fixin’ To Die Rag. Il suo lavoro con i Fish rispecchiava perfettamente lo sperimentalismo e la politica della scena psichedelica di allora, arricchendo le tipiche distorsioni chitarristiche e i riferimenti alla droga con melodie arcane, testi fuori dagli schemi e influenze che attingevano anche al ragtime, al folk e all’avanguardia.
La critica sociale delle sue canzoni spaziava dal bizzarro al sarcastico: The Harlem Song satireggiava il feticismo dei bianchi per la cultura nera, Not So Sweet Martha Lorraine parlava di una donna che nutriva una passione per l’omicidio, Superbird dipingeva il presidente Lyndon B. Johnson come un folle personaggio dei cartoon. Soprattutto I Feel Like I’m Fixin’ To Die Rag, che la casa discografica aveva rifiutato per il suo album di debutto (ma divenne la title-track del secondo), lo vedeva proporre ai genitori, con la voce di un televenditore, la possibilità di “essere i primi del quartiere a vedere il proprio figlio tornare a casa in una scatola”.
La band, così come il suo lavoro da solista, non ha mai ottenuto un successo da classifica eppure Joseph Allen McDonald (il primo nome lo ebbe in onore di Stalin dai genitori comunisti) è rimasto fedele alle sue tematiche e alla sua musicalità nel tempo. Nato a Washington, ma in California fin da bambino, apprese dal padre a sette anni a suonare la chitarra hawaiana e a 17 si arruolò in marina. Dopo tre anni di naia, si trasferì a San Francisco per diventare un beatnik, fondare la rivista underground Rag Baby e formare i Country Joe and the Fish con il chitarrista Barry Melton nel 1965. Il nome rifletteva il fatto che Stalin fosse a volte chiamato “Country Joe” a causa delle sue origini rurali, mentre la parola “Fish” derivava dalla celebre frase di Mao Zedong secondo cui “i rivoluzionari devono muoversi tra la gente come un pesce nuota nel mare”.
Il loro folk-rock elettrico debuttò due anni dopo con l’album Electric Music For The Mind And Body, cui seguì I Feel Like I’m Fixin’ To Die Rag, che comprendeva anche The Fish Cheer che gli causò – nella versione poi proposta a Woodstock – l’accusa di incitamento del pubblico a comportamenti osceni, la conseguente multa di 500 dollari e molta pubblicità, dopo un concerto in Massachusetts.
Al festival, a testimonianza delle tensioni interne che presto portarono allo scioglimento della band, McDonald suonò due set, uno con i Fish e l’altro da solista, dato che aveva già pronto il LP Thinking Of Woody Guthrie, con tutte canzoni associate al leggendario folkman.
Le numerose proposte a suo nome sono state meno eccentriche rispetto a quelle con i Fish, ma il suo album del 1971 War War War, che si confrontava con le poesie del canadese Robert William Service, quello del 1973 Paris Sessions, che esplorava il femminismo, e ovviamente 50 del 2017, che ne celebrava il mezzo secolo di carriera, sono opere di pregio. Le sue scelte musicali e liriche hanno comunque sempre evitato l’ortodossia e la dottrina, rifacendosi in qualche modo sempre al tono della sua canzone più famosa, con la quale «si ride della guerra, si ride di sé stessi e si ride della sinistra allo stesso tempo: per questo c’è qualcosa di molto attraente».







































