35esima edizione del Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina

Dal 20 al 29 marzo 2026 in sala a Milano e in streaming in tutta Italia su MyMovies.it la manifestazione che propone uno sguardo sul cinema e sulle culture di Africa, Asia e America Latina

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Homebound

10 giorni di proiezioni, 47 film (21 realizzati da donne) di cui 23 prime italiane, 1 prima internazionale e 1 prima europea

Come sempre ricco il programma del festival con 37 film che saranno presentati a Milano presso il Cinema Godard di Fondazione Prada, alla Cineteca Milano Arlecchino, alla Cineteca Milano MIC e Auditorium e al San Fedele oltre che online su MyMovies.it. La programmazione cinematografica prenderà ufficialmente il via venerdì 20 marzo con la Serata di inaugurazione e la proiezione in anteprima italiana di No Good Men di Shahrbanoo Sadat che si terrà, come ormai da tradizione, al Cinema Godard di Fondazione Prada, alla presenza della regista. Il film è stato recentemente presentato in anteprima mondiale come opening film della 76a Berlinale e sarà distribuito in sala da Be Water Film.
Shahrbanoo Sadat conferma la forza di uno sguardo cinematografico tra i più originali del panorama contemporaneo. Con il suo mix tra commedia romantica e critica sociale e una prospettiva femminile radicata nella realtà afghana, il film segna un nuovo capitolo di un percorso artistico coerente e radicale, capace di intrecciare satira sociale, memoria collettiva e racconto politico. FESCAAAL e Fondazione Prada le dedicano un Omaggio, presentando anche i suoi due lungometraggi precedentiWolf and Sheep (2016) e Orphanage (2019).

Il Concorso Lungometraggi finestre sul mondo propone un’accurata selezione di 10 film in anteprima italiana selezionati tra le recenti produzioni di fiction e documentari provenienti dai 3 continenti. Dal concorso Un Certain Regard di Cannes 2025 arrivano ben cinque film in prima italiana: il film di apertura a Cannes, Promis le ciel di Erige Sehiri, vincitore al Marrakesh IFF, che racconta l’odio crescente in Tunisia verso gli immigrati africani e la resilienza di tre straordinari personaggi femminili – tra le interpreti la star Aïssa Maïga, mentre Un poeta, del regista colombiano Simón Mesa è una riflessione sulla solitudine dell’artista, sul talento e sulla purezza della poesia autentica.

E ancora Laundry, opera prima della sudafricana Zamo Mkhwanazi, che narra la storia di un giovane aspirante musicista e della sua famiglia, che tenta faticosamente di gestire un’attività in proprio durante l’epoca dell’apartheid; Aisha Can’t Fly Away, film d’esordio dell’egiziano Morad Mostafa, un thriller urbano girato nel cuore del Cairo, in cui una badante sudanese è ricattata da un racket locale; Homebound di Neeraj Ghaywan, prodotto da Martin Scorsese, il percorso di due amici d’infanzia nel delicato passaggio verso il mondo del lavoro e una storia di fratellanza e di lotta contro le barriere sociali. Dalla Berlinale 2026 arrivano Ghost School della regista pakistana Seemab Gulcoming of age di una bambina alla ricerca della verità sulla chiusura della sua scuola “stregata”, e dall’Egitto l’opera seconda di Mohammed HammadSafe Exit, thriller psicologico incentrato sul personaggio di Samaan, giovane custode di un palazzo, la cui vita è segnata dalla violenza religiosa. Nelle montagne del Sikkim è ambientato Shape of Momo di Tribeny Rai, ritratto di una giovane che sceglie di non piegarsi alle convenzioni, mentre il film in lingua quechua è La hija cóndor di Álvaro Olmos Torrico che si svolge sulle Ande boliviane, la storia di Clara, una giovane dalla voce straordinaria, divisa tra l’attaccamento alle proprie radici e il sogno di diventare cantante in città. Ancora dall’America Latina arriva La reserva, film messicano di Pablo Pérez Lombardini, che intreccia dimensione intima e politica in una storia di resistenza ambientale e umana, con un forte personaggio, Julia, ranger di una riserva minacciata dal disboscamento illegale.

Il Concorso Cortometraggi Africani presenta una selezione dei migliori corti di finzione e documentari realizzati da registe e registi provenienti da tutto il continente africano e dalla diaspora. La sezione nasce con l’obiettivo di sostenere i giovani autori ai loro primi passi nel cinema e di offrire uno sguardo sulle nuove tendenze, i linguaggi emergenti e le più interessanti sperimentazioni del cinema africano contemporaneo. La sezione competitiva conta 10 cortometraggi, di cui 6 anteprime italiane, 1 europea e 1 internazionale. Proveniente dal Sundance 2026 il cortometraggio d’animazione The Bird’s Placebo del tunisino Rami Jarboui, è un racconto simbolico di un giovane rimasto invalido durante una traversata che si reincarna in un uccello magico e dal Festival dei corti di Clermont-Ferrand 2026 si vedranno quattro titoliil vincitore del Grand Prix, Coeur bleu di Samuel Suffren, ritratto di attesa e resistenza quotidiana nella Haiti contemporanea; Vultures del sudafricano Dian Weys, parabola brutale e claustrofobica sulla società sudafricana; Zizou di Khaled Moeit, storia di bullismo ambientata nella periferia di una città egiziana; Soleil pâle di Adrian Moyse Dullin e Jawahine Zentar, una relazione padre-figlio segnata dalla malattia. Tra gli altri corti in programma Bam Bam di Tolulope Itegboje (Nigeria), dove un adolescente timido e inquieto si confida con l’intelligenza artificiale; Mme Faiza & Dr. Love della tunisina Anissa Daoud, una commedia agrodolce sulle vicissitudini di una badante che si emancipa diventando sex therapist, mentre Ne réveillez pas l’enfant qui dort del senegalese Kevin Aubert racconta la catarsi di una giovane donna come forma di rivolta.

E infine Submergido di Ariel Añez (Mozambico) che esplora il legame profondo tra un padre e un figlio separati dalla guerra e dal Marocco un altro film a regia femminile, Paradise Garden di Sonia Terrab, sulla lotta per i propri diritti di una donna cacciata con il figlio da una baraccopoli.

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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