Il festival è diretto dal giornalista Oscar Iarussi
Il concorso internazionale Meridiana torna anche quest’anno con le sue proiezioni a ingresso libero al Teatro Kursaal Santalucia. Da domenica 22 a sabato 28 marzo saranno presentati 12 film provenienti dai Paesi dell’area euro-mediterranea, intesa in senso ampio, non solo geografico ma anche geopolitico e culturale. Inoltre, per tutti i titoli della sezione sono previste repliche gratuite al Cinema Piccolo di Santo Spirito. I film di questa sezione sono accomunati dall’essere anteprime italiane; alcuni di essi sono anche anteprime assolute, come il film di apertura della sezione, il documentario A War on Women di Raha Shirazi, regista iraniana residente in Italia. Il film ripercorre la storia del movimento femminista in Iran dagli anni Sessanta a oggi, attraverso le testimonianze intrecciate di attiviste del movimento Donna, vita, libertà, con contributi di esuli iraniane di grande rilievo come Golshifteh Farahani. Tra i titoli provenienti dall’area balcanica figurano Man of the house di Andamion Murataj, ambientato nell’Albania contemporanea. Il film racconta la storia di una vergine giurata, una donna che ha scelto di vivere come uomo secondo una tradizione locale, ma che entra in crisi di fronte al riemergere dei propri sentimenti materni.
Sempre dall’area balcanica arriva God will not help di Hana Jušić. Ambientato agli inizi del Novecento nella regione montuosa della Zagora dalmata, il film racconta l’arrivo di una misteriosa donna cilena in una comunità di pastori croati, evento che sconvolge gli equilibri della comunità. Dalla Grecia arriva Beachcomber di Aristotelis Maragkos, già premiato per la regia al Thessaloniki International Film Festival, allegoria poetica dell’odissea immaginata di un marinaio-poeta che sogna di rimettere in mare un relitto arrugginito per solcare il Mediterraneo. L’Egitto è rappresentato da Happy Birthday di Sarah Goher, vincitore al Tribeca Film Festival di New York, qui in anteprima italiana. Il film racconta le tensioni sociali e di classe nel Cairo contemporaneo attraverso la storia di una bambina che lavora come domestica. Dal Nord Africa arriva Nomad shadow di Eimi Imanishi, per la prima volta in Italia. Il film narra di una donna rimpatriata nel Sahara Occidentale, sua terra d’origine, che dopo aver vissuto per dieci anni in Spagna, è costretta a confrontarsi con il difficile processo di ritrovare un’identità nello sradicamento. Le pays d’Arto di Tamara Stepanyan è una riflessione sul trauma della guerra, attraverso la vicenda di una donna francese in viaggio in Armenia alla ricerca della vera identità di suo marito, armeno dal passato ambiguo, morto suicida in Francia.
Tra i titoli europei spicca La petite derniere diretto dall’attrice-regista Hafsia Herzi – volto simbolo della cinematografia di Kechiche –, la cui protagonista Nadia Melliti, premiata in numerosi festival internazionali, sarà ospite a Bari. Un coming-of-age sull’identità e la presa di coscienza della propria sessualità, incentrato sulla protagonista Fatima, giovane francese di origine algerina che si scontra con le aspettative della sua famiglia d’origine musulmana.
La Spagna è presente con due film: Sorda dell’esordiente Eva Libertad, sull’avventura e la sfida della maternità di una donna non udente in un mondo di udenti e Meta Morphosis di Chumilla Carbajosa, in anteprima mondiale al Bif&st, libera reinterpretazione cinematografica della Metamorfosi di Franz Kafka, surreale storia d’amore tra un postino di una piccola città mediterranea e una palma.
The tree of Knowledge di Eugène Green, autore di culto della cinefilia internazionale, attivo anche nel teatro e nella letteratura, adotta lo stile di una favola surreale per raccontare il Portogallo odierno. Completa la selezione l’Italia con Sea sisters di Brunella Filì, presentato in anteprima mondiale, co-produzione tra Italia e Norvegia che mette insieme, non solo finanziariamente, ma anche sul piano narrativo e simbolico, due mondi lontanissimi – la Puglia solare di Gallipoli e la Norvegia glaciale del Mar Artico – alla ricerca di un punto d’incontro, creando un dittico documentario incentrato su Antonia e Sandra, due donne pescatrici alla ricerca dell’emancipazione, nei rispettivi contesti di provenienza – diversi ma ugualmente limitanti. La sezione Per il cinema italiano rappresenta il secondo concorso del Bif&st 2026 e propone una selezione di 10 film in concorso, affiancati da 4 titoli fuori concorso.
I film in concorso — 6 opere di finzione e 4 documentari — sono presentati tutti almeno in anteprima italiana, e si distinguono per la grande varietà di temi, approcci e generi: dal film storico-letterario Don Chisciotte di Fabio Segatori, alla commedia di formazione Non è la fine del mondo di Valentina Zanella; dal film family Io non ti lascio solo di Fabrizio Cattani al racconto di formazione criminale Cattiva strada, opera prima di Davide Angiuli, girata a Bari. La selezione comprende inoltre opere che affrontano, con sensibilità diverse, il tema della terza età, come Era di Vincenzo Marra e Finale allegro di Emanuela Piovano. Accanto ai lungometraggi trovano spazio mediometraggi, come Santi e vampiri (Sampyr) di Serena Porta. Il concorso include anche diversi documentari, come Caprilegio di Margherita Laterza e Rosa Maietta; Su Maistu di Gianfranco Cabiddu e Tirrenica di Rosario Minervini, tutti in anteprima e ambientati nel nostro Mezzogiorno. I film Fuori concorso includono due titoli di finzione, B.A.E. – Before Anything Else di Paula Lingyi Sun e Alessio Hong e Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano di Andrea Porporati e due documentari, Devozioni di Gianfranco Pannone e Ritorno al tratturo di Francesco Cordio, a loro volta girati rispettivamente in Basilicata e in Molise.
Per la sezione Frontiere sono previsti 12 titoli diversi per provenienza e tematiche affrontate. I titoli di quest’anno includono À bras-le corps di Marie-Elsa Sgualdo, incentrato su una protagonista femminile in lotta per l’emancipazione nella repressiva comunità rurale protestante da cui proviene, nella Svizzera degli anni 40. Lo stesso tema della lotta per l’autodeterminazione femminile riecheggia nell’opera On vous croit di Charlotte Devillers e Arnaud Dufeys, film su una madre che deve affrontare un giudice per difendere la custodia dei figli; il documentario Nuns vs. The Vatican di Lorena Luciano, che espone i casi di abusi sessuali ai danni di alcune suore nella Chiesa cattolica. E ancora Palestine 36 di Anne-Marie Jasir, che racconta l’inizio della prima grande rivolta palestinese contro l’occupazione britannica e il movimento sionista nel 1936; Hara Watan di Akio Fujimoto, dedicato al viaggio di due piccoli fratelli — Shafi, quattro anni, e la sorella Somira, nove — dal Bangladesh alla Malesia per ricongiungersi con la propria famiglia.
Gli Eventi Speciali rappresentano uno spazio privilegiato del programma: un luogo di incontro tra cinema, teatro, televisione e memoria del nostro grande patrimonio culturale. Tra i titoli presentati troviamo La salita di Massimiliano Gallo, opera che rende anche omaggio a Eduardo De Filippo, che sarà premiato al Bif&st con il “Premio BIF&ST Autoclub Migliore Opera Prima”, e Attitudini: nessuna di Sophie Chiarello, con Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, che riceverà il “Premio Nico Cirasola per il Cinema Indipendente”. Un momento particolarmente significativo sarà l’omaggio a Dario Fo, nel centenario della nascita, con la proiezione de Lo svitato di Carlo Lizzani, interpretato da Dario Fo e Franca Rame, un tributo che vedrà la partecipazione anche di Jacopo Fo. Il dialogo tra cinema e teatro prosegue con un evento realizzato in collaborazione con Puglia Culture, che presenta due film: Bobò di Pippo Delbono e Viva Tondelli. Uno scrittore delle nostre parti di Michael Petrolini.







































