Addio a Gino Paoli, il decano dei cantautori italiani

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Gino Paoli

Si è spento Gino Paoli. Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, con i suoi 91 anni era il decano dei cantautori italiani. La notizia del decesso è stata diffusa dalla famiglia.

Cresciuto a Genova, Gino Paoli è stato uno dei principali esponenti della scuola dei cantautori genovesi, insieme a Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Luigi Tenco e Fabrizio De André.

Le sue prime incisioni risalgono al 1959, ma fu soprattutto negli anni ’60 che Paoli divenne una stella di prima grandezza della musica italiana grazie a canzoni come Il cielo in una stanza (portata al successo da Mina) e Sapore di sale.

In quegli anni ebbe relazioni con Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli (madre della figlia Amanda) e nel 1963 tentò anche il suicidio sparandosi un colpo di pistola al cuore.

Come molti artisti di quel periodo, ebbe un periodo di crisi negli anni ’70, per poi tornare al successo nel decennio successivo. Nel 1991 arrivò primo in classifica con l’album Matto come un gatto, disco trainato da Quattro amici, canzone che vede nel finale anche la partecipazione di Vasco Rossi, con un frammento della sua Vita spericolata.

Gino Paoli è stato anche deputato, eletto con il PCI, dal 1987 al 1992. Poco più di anno fa il cantautore aveva perso il figlio Giovanni, giornalista, morto appena 60enne, nato dalla relazione con la prima moglie Anna Maria Fabbri.

Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

1 COMMENTO

  1. Grazie per il ricordo… ho lavorato tanto con Gino e ricordo le lunghe passeggiate nella sua casa di Genova. Le chiacchiere sulla politica, entrambi di sinistra e critici, la poesia, la musica il jazz e i suoi quadri che avevo potuto vedere solo in foto! Ciao Gino dagli occhi azzurri dalla tua cedrata Passoni come mi chiamavi tu!

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