Gino Paoli: il ricordo commosso di amici e colleghi

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Gino Paoli
©Alessandro Moggi

Il comunicato ufficiale della famiglia è molto stringato, e si chiede la massima riservatezza: «Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari».

Moltissimi sono stati gli amici e colleghi che gli hanno mandato un ultimo saluto. Pacifico lo ha ricordato sui social così: ««Che canzoni meravigliose, irripetibili, che lascito. Non so se si può imparare da quelli così bravi, magari bastasse studiarli… Si può però tentare di evocarli, immaginarseli accanto, al pianoforte, “… Come farebbe qui Gino…”. Siamo tutti fortunati ereditieri, ricchi sfondati di musica e parole magnifiche».

Cristiano De André ha detto: «Se ne è andato uno dei giganti della musica italiana: un artista dal cuore immenso, capace di scrivere canzoni che hanno anticipato i tempi e segnato intere generazioni. Grande amico di mio padre, è stato una presenza familiare fin da quando ero bambino. La sua sensibilità, la sua eleganza e la sua voce resteranno per sempre nella nostra memoria. È una perdita immensa, non solo per la musica, ma anche per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino. Oggi è un giorno davvero triste».

 Gianni Morandi ha scritto: «Ciao Gino, amico e collega di una vita, ti ho voluto bene da sempre. Per la tua musica, per la tua anima, per quello che hai lasciato a tutti noi. Buon viaggio».

Vasco Rossi, la cui Vita spericolata era stata citata nel brano Quattro amici, ha pubblicato un post in cui si legge: «E poi ci troveremo come le star… la prima volta che ho visto Gino cantare, ho capito, e ho imparato qual è la differenza tra un cantante e un interprete… Immenso Gino».

Gino Paoli

Queste le parole di Lorenzo Jovanotti: «Grandissimo maestro Gino Paoli. Autore di capolavori, modernissimo sempre; classico, immenso Gino Paoli. Le sue canzoni e quel suo modo di cantarle è scuola perenne per tutti quelli che amano questa arte. Grandezza vera senza enfasi, classe assoluta».

Sintetico ma sentito il ricordo di Luciano Ligabue: «Grande cantautore. Fuori dagli schemi. Ci lascia bellissime canzoni».

Cesare Cremonini ha condiviso su Facebook un aneddoto: «C’era una sala da biliardo nella cascina di campagna dove sono cresciuto. Era uno di quei luoghi umidi che odoravano di muffa in cui non era permesso entrare ai minori di 9 anni e infatti, appena annusato quell’odore di fresco (sbirciandoci dentro per scoprire cosa contenesse) non ne seppi più fare a meno. C’era questo biliardo in radica (metà di pellegrinaggio degli amici medici di mio padre che si ritrovavano il lunedì intorno a un nocino per snocciolare qualche perla delle loro) accanto a un vecchio mobile che conteneva un giradischi vintage, di quelli con la tv e la radio incorporati. Una sera, all’oscuro dei miei, trovai il coraggio di intrufolarmi dentro quella stanza dei giochi e, sforzandomi sulle punte dei piedi, riuscii ad aprire quel mobile antico. Sputavano dal pianale quattro vinili appoggiati uno all’altro: Vivaldi, Mina, Guccini e per ultimo, già sul giradischi, il 45 giri di Sapore di sale, di Gino Paoli. Che fosse una canzone con l’arrangiamento di Morricone o l’arrangiamento di Morricone su una canzone (con l’inconfondibile sassofono di Gato Barbieri), non importa, perché da qualsiasi direzione la si ascolti, quella voce ebbe su di me l’effetto di un invito a entrare  in una porta sconosciuta proprio come quella camera vietata in cui mi ero inoltrato. Insieme a quell’odore, ogni volta che ascolto le canzoni di Paoli, ritrovo il gusto e la prospettiva sublime dei grandi della canzone di una volta, riflesso di un’Italia che va scomparendo ma che ha costruito più di quanto siamo riusciti a distruggere o dimenticare».

Fiorello ha omaggiato il grande cantautore cantando, in apertura della puntata odierna de La pennicanza (in onda su Rai2) uno dei suoi successi immortali, Una lunga storia d’amore.

Che Tempo Che Fa lo ha voluto ricordare publicando questa foto molto tenera, che documenta il suo ultimo incontro con Ornella Vanoni nei camerini della trasmissione.

Gino Paoli Ornella Vanoni

Il Club Tenco ha ricordato che Gino Paoli è salito sul suo palco per ben 13 volte: «Il Club Tenco apprende con profonda commozione la scomparsa di Gino Paoli, tra le voci più intense e significative della canzone d’autore italiana. Gino Paoli fu uno dei più importanti protagonisti di una generazione meravigliosa che fece iniziare tutto. Da Genova a Milano, alla casa discografica Ricordi si creò – tra gli anni Cinquanta e i Sessanta – il primo nucleo culturale che consapevolmente trattava la canzone come arte di livello raffinatissimo: nella sapienza dell’unione tra musica e parole, nella scrittura che unisce una poetica, uno stile e una visione del mondo personale attraverso questo linguaggio. La faceva diventare “d’autore”. Il suo legame con il Club Tenco è stato profondo e continuo sin dalle origini: nel 1974, in occasione della prima edizione della Rassegna della Canzone d’Autore, ricevette il Premio Tenco alla Carriera. Nel 1984 la sua Averti addosso ottenne la Targa Tenco come Migliore Canzone, e nello stesso anno fu omaggiato per “25 anni di canzoni” con un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Paoli ha inoltre partecipato più volte al Premio Tenco come ospite, nelle edizioni del 1978, 1980, 1985, 1986, 1990, 1993, 1996, 2001, 2002, 2006 e 2007, testimoniando nel tempo una vicinanza autentica e mai interrotta. Gli amici del Club Tenco lo ringraziano per l’enorme disponibilità con la quale rispondeva sempre, sin dai primissimi inviti da parte di Amilcare, con cui si instaurò un profondo legame. In questo momento di grande tristezza, ci uniamo al dolore dei familiari, degli amici e di tutti coloro che lo hanno amato. Il suo esempio e le sue canzoni continueranno a vivere, accompagnandoci nel tempo».

È intervenuta anche la sindaca di Genova Silvia Salis: «Oggi ci ha lasciati uno tra i più grandi cantautori italiani e tra i principali esponenti della scuola genovese. Con la scomparsa di Gino Paoli perdiamo una voce unica, capace di raccontare con straordinaria sensibilità l’animo umano e il suo tempo. Autore raffinato, dalla voce inconfondibile, ha segnato profondamente la musica italiana e il patrimonio culturale della nostra città dagli anni Sessanta in poi. Le sue canzoni, la sua poesia intrisa di malinconia, hanno contribuito a rinnovare profondamente la canzone d’autore italiana e a ispirare generazioni di musicisti.  A nome mio, della giunta e dell’amministrazione comunale, esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Il suo ricordo e la sua arte resteranno con noi per sempre. Senza fine, Gino».

Gino Paoli

Redazione
Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).

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