L’ultima missione- Project Hail Mary

Se gli alieni si mangiano il sole mandiamo Ryan Gosling a fare un miracolo

0

L’ultima missione- Project Hail Mary
di Phil Lord e Chris Miller
con Ryan Gosling

Un passaggio Hail Mary (Ave Maria per noi) nel football americano è un lancio lunghissimo fatto dal quarteback per provare -quasi un miracolo- a risollevare una partita persa. In questo film di fantascienza, il giovane professor Grace (Gosling),  insegnante genio delle medie e nerd dolcissimo, è l’unico sopravvissuto di una missione disperata per andare a eliminare gli organismi alieni che si stanno mangiando il sole: se ce la fa salva l’umanità dalla glaciazione, ma la missione è così lontana (si veglia in coma nello spazio) che non ci sarà ritorno. Solo sacrificio. Siccome “Ave Maria piena di grazia” in inglese è “Hail Mary full of Grace”, ecco spiegato il nome dell’astronave e il cognome dell’eroe. Il film viene da un romanzo di Andy Weir, lo stesso di The Martian, da cui era stato tratto il film Sopravvissuto con Matt Damon, astronauta abbandonato per sbaglio su Marte che sopravviveva con un uso autarchico della sua cacca come fertilizzante. È evidente che Weir adora la fantascienza per cosmonauti solitari: il Grace di Gosling interagisce solo con il computer dell’astronave e con un alieno che sembra fatto di rocce e guarda un po’ si chiama Rocky. Il  rapporto di Rocky  con Grace somiglia a quello del robot di Interstellar, TARS, a cui l’astronauta McConaughey doveva regolare il senso dell’umorismo. È un film sull’incontro tra creature nell’universo e secondo certa critica cattolica americana, un fulgido esempio di metamodernismo che non si vergogna del ritorno ai valori cristiani, e la storia di un’amicizia interstellare, con begli effetti e una certa monotonia che spiega perché alla fine, se si faranno, questi viaggi lunghi una vita è meglio farli in letargo

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome