Da Hollywood a Cuneo, Clooney parla ai giovani: «Abbiate il coraggio di prendere posizione» (le foto)

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Renata Roattino @jhonninaphoto

Non è facile definire George Clooney con una sola etichetta. Star del cinema, regista, produttore, ma anche attivista impegnato sui temi dei diritti, ha costruito nel tempo una figura pubblica capace di andare ben oltre Hollywood. Ed è proprio questa pluralità di esperienze il cuore del messaggio che ha portato a Cuneo, davanti a centinaia di studenti.

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L’incontro si è svolto nella mattinata di mercoledì 8 aprile nell’ambito dei “Dialoghi sul talento”, il ciclo promosso dalla Fondazione CRC  con il supporto di Collisioni per avvicinare i giovani a personalità di rilievo internazionale. Ad aprire l’appuntamento è stato il presidente Mauro Gola, che ha ribadito il valore del confronto diretto tra nuove generazioni e protagonisti della scena globale.

Poi l’ingresso di Clooney, accolto con entusiasmo e subito capace di creare empatia con il pubblico: qualche parola in italiano, un riferimento ai suoi passaggi in zona – «sono stato qui in moto» – e il dialogo si è trasformato rapidamente in un confronto aperto, senza distanza tra palco e platea.

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Il tema centrale è stato quello dei diritti e della giustizia, affrontato non in modo astratto ma attraverso esperienze concrete. Clooney ha raccontato il lavoro della Clooney Foundation for Justice, fondata insieme alla moglie Amal Clooney, impegnata a livello globale nella difesa delle libertà fondamentali. «In molti Paesi il sistema giudiziario viene piegato contro chi racconta la verità», ha spiegato, sottolineando quanto sia cruciale garantire processi equi e tutela per i giornalisti.

I numeri del loro lavoro danno concretezza a questo impegno: presenza in decine di Paesi e decine di reporter aiutati a uscire dal carcere. Un risultato che, ha ammesso, rappresenta il traguardo di cui va più fiero.

Accanto ai diritti, ampio spazio è stato dedicato al valore della parola e della partecipazione. «Senza una stampa libera non esiste democrazia», ha affermato, collegando il tema anche alle trasformazioni tecnologiche. Le nuove piattaforme, ha osservato, amplificano le possibilità ma anche i rischi: «Oggi è possibile costruire contenuti completamente falsi, credibili al punto da ingannare chiunque». Un problema che, secondo lui, dovrà essere affrontato anche sul piano legale.

Non è mancato uno sguardo all’attualità statunitense e alle tensioni politiche. Citando alcune dichiarazioni di Donald Trump, Clooney ha scelto parole dure: «Dire di voler “porre fine a una civiltà” è qualcosa di inaccettabile». Al di là delle appartenenze, ha insistito, esiste una linea che non dovrebbe essere superata: quella della decenza istituzionale. «È un momento complicato per gli Stati Uniti», ha aggiunto, «e non possiamo ignorarlo».

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Nel dialogo con gli studenti sono emersi anche aspetti più personali. Dall’inizio della carriera – «andavo ai provini in bicicletta» – fino alla necessità di non temere il giudizio altrui: esprimere le proprie idee, ha detto, è una responsabilità prima ancora che un diritto. Un messaggio che si lega a un altro passaggio chiave dell’incontro: la fiducia nelle nuove generazioni. «Abbiamo commesso molti errori», ha ammesso, «ma chi viene dopo di noi ha la possibilità di fare meglio».

Anche il mondo del cinema è stato toccato, soprattutto per evidenziare i cambiamenti culturali: «Un tempo certi comportamenti erano tollerati, oggi non lo sono più». Un segnale, secondo lui, che il cambiamento è possibile quando cresce la consapevolezza collettiva.

Nel finale, il tono si è fatto ancora più diretto. L’invito rivolto ai ragazzi è stato quello di non restare spettatori: partecipare, prendere posizione, difendere chi è più vulnerabile. Un principio che Clooney ha riassunto ricordando un consiglio ricevuto in famiglia: stare dalla parte di chi ha meno potere e non avere timore di sfidare chi ne ha di più.

L’incontro si inserisce in un percorso più ampio costruito dalla Fondazione CRC, che negli anni ha portato a dialogare con i giovani figure come Kerry Kennedy, Paolo Nespoli, Andrea Bocelli, Pep Guardiola, Stefanie Graf e Andre Agassi.

Un percorso che punta a lasciare qualcosa di più di un semplice ricordo: uno stimolo concreto a leggere il presente con spirito critico e a costruire il futuro con maggiore consapevolezza.

Ecco le foto di George Clooney a cura di Renata Roattino @jhonninaphoto:
Renata Roattino
Il giusto connubio tra la sua grande passione fotografica e l’amore per la musica, è il poter stare “sottopalco” con la reflex in mano.Ama fotografare emozioni e cerca con i suoi scatti di trasmettere quest’ultime a chiunque veda le sue foto.Fotografa di live ed in-store, i suoi scatti sono sovente apprezzati e ricondivisi in prima persona dagli artisti immortalati e dai loro fan.

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