All’età di 68 anni si è spento Afrika Bambaataa, rapper e dj statunitense e figura storica dell’hip hop. Era nato a New York il 17 aprile 1957 e il suo vero nome era Lance Taylor.
Come nome d’arte scelse quello di un capo Zulù, considerato uno dei precursori del movimento anti-apartheid. Pioniere del rap, viene considerato l’inventore dell’electro-funk.
Cresciuto nel Bronx, iniziò a fare musica negli anni ’70 per raggiungere il successo nel decennio successivo. Nel 1982, insieme ai Soulsonic Force, incise Planet Rock, album la cui title track viene considerata la prima canzone hip hop ad essere suonata interamente con strumenti elettronici.
Dopo una carriera costellata di successi, la sua reputazione fu macchiata nel 2016 dalle accuse di abusi sessuali che gli furono rivolte da alcuni uomini. Pur proclamandosi innocente, lo stesso anno lasciò la guida della Zulu Nation, l’organizzazione che aveva fondato nel 1973 per dare indicazioni etiche ai giovani che si avvicinavano alla cultura hip hop.
In Italia viene ricordato soprattutto per Reckless, successo del 1988, e per la collaborazione con Enzo Evitabile dell’anno successivo nel brano Street Happiness.
Afrika Bambaataa è morto in Pennsylvania a causa di un tumore.







































